Gaspar De Baggis

Gaspar_De_Baggis

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A certi post ci si affeziona

Scavando nel marasma della fuffa, sto cominciando a raccogliere quei pochi miei post che per qualche motivo mi piace rileggere. Qui.

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L’ossessione dei soldi

Non sono un economista o un giornalista economico. Avevo cinque minuti liberi, ho fatto una pivot in Excel partendo da dati disponibili in rete. Suppongo siano numeri rappresentativi, ma non saprei dire quanto. E soprattutto: ignoro quale sia l’andamento delle singole voci nel corso degli anni; e la dinamica della spesa pubblica mi sembra altrettanto importante della sua composizione (ok, la dinamica è inevitabilmente al rialzo, ma di quanto esattamente).

E quindi ti chiedo: ne sai qualcosa, un riferimento, un libro, un articolo? Perché io in rete ho trovato poco o nulla.

E anche ti chiedo: non dovrebbero questi numeri essere sulla bocca di tutti, ossessivamente? Sulle prime pagine di tutti i giornali? Non dovrebbe essere questa l’unica domanda da fare a un uomo politico, cosa stai facendo e cosa vuoi fare dei miei soldi?

Perché se fosse questa la mia situazione economica, in famiglia non si parlerebbe d’altro, e la dieta fissa sarebbe pane e odore per tutti.

Aggiornamento:

Nicola Mattina gentilmente mi segnala che nel sito della Ragioneria di Stato sono disponibili i riassunti con relativo grafico, con anche l’andamento della previsione di spesa nei tre anni: bravi i ragionieri! A questo punto aspetto i dati consuntivi.

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Dove vanno i tuoi soldi

Vale la pena ricordarsi ogni tanto, a parte le vuote chiacchiere, quali sono le priorità e dove veramente vanno a finire i soldi del cittadino. Anche se poi viene da piangere.

034 – Costo del debito pubblico 40,48%
003 – Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali 14,27%
025 – Politiche previdenziali 9,82%
029 – Politiche economico-finanziarie e di bilancio 8,70%
022 – Istruzione scolastica 5,90%
024 – Diritti sociali, politiche sociali e famiglia 3,31%
004 – L’Italia in Europa e nel mondo 3,29%
005 – Difesa e sicurezza del territorio 2,57%
033 – Fondi da ripartire 1,83%
007 – Ordine pubblico e sicurezza 1,35%
023 – Istruzione universitaria 1,14%
006 – Giustizia 1,00%
013 – Diritto alla mobilita’ 0,98%
028 – Sviluppo e riequilibrio territoriale 0,80%
011 – Competitivita’ e sviluppo delle imprese 0,63%
014 – Infrastrutture pubbliche e logistica 0,54%
008 – Soccorso civile 0,51%
017 – Ricerca e innovazione 0,49%
001 – Organi costituzionali, a rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri 0,42%
026 – Politiche per il lavoro 0,37%
032 – Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche 0,34%
027 – Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti 0,20%
021 – Tutela e valorizzazione dei beni e attivita’ culturali e paesaggistici 0,18%
018 – Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente 0,14%
015 – Comunicazioni 0,14%
009 – Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca 0,13%
019 – Casa e assetto urbanistico 0,12%
030 – Giovani e sport 0,11%
020 – Tutela della salute 0,10%
002 – Amministrazione generale e supporto alla rappresentanza generale di Governo e dello Stato sul territorio 0,05%
016 – Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo 0,03%
031 – Turismo 0,01%
010 – Energia e diversificazione delle fonti energetiche 0,01%
012 – Regolazione dei mercati 0,00%

Grazie ad Alberto Cottica (via Massimo Mantellini) che ha richiamato l’attenzione sui dati della Ragioneria dello Stato. I numeri fanno riferimento al 2007, stanziamenti di competenza del disegno di legge di bilancio 1° anno. Ma rendono l’idea.

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Il web è morto? Al contrario, non è ancora nato

Nel 1995, quando la gestione di internet è passata in mano ai privati, il modello predominante era quello televisivo, in cui poche stazioni trasmettono contenuti a molti consumatori. Di conseguenza, al consumatore bastava una connessione asimmetrica in cui la velocità di invio era una frazione della velocità di ricezione; da una parte c’erano i pochi server web, con nome e indirizzo, e dall’altra i tanti anonimi client.

Lo sviluppo di internet è però andato da un’altra parte, verso un modello più affine al telefono che alla TV. Quattrocento milioni di persone che usano Facebook, qualsiasi cosa tu ne pensi,  dicono chiaramente che nell’uomo c’è un fortissimo bisogno di socialità, e che internet è lo strumento che soddisfa questo bisogno.

In questo modello ogni singolo nodo pubblica tante informazioni quante ne riceve, e quindi ha bisogno di due cose:

  • una connessione simmetrica
  • un indirizzo esclusivo

La diffusione della connessione in fibra a 1GB simmetrico con indirizzo fisso IPv6. sarà il primo passo verso il vero sviluppo del web. Da quel momento in poi si apriranno così tante nuove possibilità che neanche riesco a sognarle adesso. Altro che la morte del web.

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Email e socialcosi

Se il tuo server di posta elettronica diventa irraggiungibile non posso più comunicare con te, ma se il server di Friendfeed diventa irraggiungibile non posso più comunicare con nessuno. Questa è la differenza tra un protocollo (email) e un servizio (Friendfeed).

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Social policies roundup

DEFCON4
Da Twitter ricevo via mail una notifica ogni volta che qualcuno mi aggiunge, e se si tratta di un essere umano di solito sono felice di ricambiare. Attivo invece  il blocco se si tratta di un nick non riconducibile a una persona, o se si tratta di un account aziendale, o se l’account è protetto (il mio non lo è) e non ci conosciamo intimamente. Blocco anche chi segue migliaia di account.

DEFCON3
I socialcosi che uso più spesso sono Friendfeed e Flickr, dove tendo a seguire soprattutto amici che conosco personalmente, e persone interessanti che mi arricchiscono; le due categorie molto spesso coincidono.

DEFCON 2
Su Linkedin aggiungo solo persone che conosco personalmente di persona e per lavoro; Facebook lo uso quasi solo per mantenere i contatti con familiari dispersi per il mondo.

DEFCON 1
Su tutti gli altri socialcosi creo un account per dare un’occhiata e bloccare il nick “gaspart”, ma poi non li uso.

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Kindle: le cifre dell’inaspettato successo.

Da quando Elena mi ha preso il Kindle a oggi sono passati 113 giorni, durante i quali ho acquistato su Amazon 14 ebook e ne ho ricevuto due in regalo, alla media totale è di un ebook a settimana. Un’altra dozzina, soprattutto di autori italiani, li ho scaricati gratuitamente dalla rete.

Nello stesso periodo ho comprato solo due libri di carta: uno in libreria e uno sulla bancarella dell’usato.

Sono rimasto un poco sorpreso da questi numeri, ma la storia che raccontano è chiara.

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Gasper Como è anche un barber shop a Brooklyn


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Dicono di me su Yelp::

5 minutes into my first cut at Gasper Como, Gasper was on the phone, placing a bet on a race horse.  When his horse lost badly, I feared Gasper might express his disappointment through his clippers, leaving me with a flat-top, or racing stripes, instead of the simple clean cut I was hoping for.  Even though my $12 came nowhere close to covering his losses, Gasper composed himself, and delivered a quality cut.

Don’t expect to emerge a new man from Gasper Como, beaming with haircut-confidence.  For $12, I expect my head to look a little strange for that first week after a haircut.  Still, for the price, you can’t go wrong, and you’ll be back to looking like normal in no-time flat.  With big barber-shop glass windows, old-timey chairs, and a stack of Playboys for reading material, Gasper Como is an anachronistic neighborhood gem.  Plus, if you visit Gasper’s during the holidays, you’ll even get a free shot of booze.

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Backup salvifico

Nel giorno stesso del rientro dalle vacanze mia moglie, traduttrice,  è stata assalita da una grossa mole di lavoro urgente. Il giorno seguente, obbedendo scrupolosamente alla legge di Murphy, il suo PC ha cessato di vivere.

In attesa che i negozi riaprano dopo ferragosto, le ho connesso i suoi video tastiera e mouse al mio piccolo Aspireone, e ho lanciato il ripristino dei suoi documenti dal backup di Mozy. L’Aspireone non ha l’apposito client, per cui ho scelto i file dall’interfaccia web (quasi 4GB di documenti) e ho dovuto aspettare quasi tutto il giorno prima di ricevere la mail che annunciava che erano pronti da scaricare. Per singoli file, l’attesa è molto più breve.

Ho scaricato l’eseguibile che ha scompattato i file ricreando il percorso originario del PC di Elena, e poi li ho spostati a mano nella cartella giusta. E voilà! Mia moglie ha ripreso il lavoro da dove lo aveva interrotto.

L’unico mio timore era il passaggio dal suo Office 2003 all’Office 2007 dell’Aspireone; ma a parte qualche lamentela dei primi minuti, sembra si sia abituata in fretta.

Morale della favola: una crisi di proporzioni terrificanti è stata evitata in poche rapide mosse; i punti-moglie guadagnati mi permettono di guardare al futuro e alla BlogFest con cauto ottimismo.

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