Ieri il alla Avery Fisher Hall il direttore Alan Gilbert, mentre dirigeva il finale della Nona di Mahler, si è visto costretto a fermare l’orchestra a causa di a) la sveglia di un iPhone scattata durante i pianissimi finali e b) il deficiente proprietario che prima non si è accorto che si trattava del suo telefono, e poi continuava a premere snooze invece di stop.
La cronaca dell’incredibile evento è qui, assieme ai commenti di chi c’era. Quote of note:
Mr. Gilbert asked the man, sitting in front of the concert-master: “Are you finished?” The man didn’t respond.“Fine, we’ll wait,” Mr. Gilbert said.The Avery Fisher Hall audience, ripped in an untimely fashion from Mahler’s complicated sound-world, reacted with “seething rage.” Someone shouted “Thousand dollar fine.”This was followed by cries of ‘Get out!’ and ‘Kick him out!.’ Some people started clapping rhythmically but the hall was quieted down. House security did not intervene or remove the offender.The ringing stopped. “Did you turn it off?” Mr. Gilbert asked.The man nodded.“It won’t go off again?”The man shook his head.
Tempo fa a Brescia Andras Schiff dovette sospendere un recital bachiano perché in una piazza vicina si stava esibendo Lucio Dalla e la potenza degli amplificatori gli faceva ballare il pianoforte. Provò a resistere qualche minuto, ma poi si alzò e disse “Scusate, non ce la faccio” e se ne andò.
Un’altra volta al Conservatorio di Milano una sonata per violoncello e pianoforte di musica contemporanea (non ricordo l’autore) venne sospesa perché il pianista aveva sbagliato a impaginare il suo spartito: quando Misha Maisky se ne accorse, si interruppe e fulminò il pianista con una occhiataccia allo zolfo; ma in platea non se ne era accorto nessuno.

