Gaspar
It's more complicated than that
sabato 26 gennaio 2002
 

Adbusters

Non conoscevo il sito adbusters.org, ma l'ho trovato in sintonia con le mie manie.
Già: come l'ho trovato? Era tra i links di popaganda, che ho trovato tra i links di weirdlinks, che ho trovato...

Specialmente carina la sezione Spoof Ads che ritocca qualche celebre campagna pubblicitaria. Ad esempio:

Obsession


 

Blogger diventa a pagamento

Blogger.com continua a mantenere il servizio gratuito, ma aggiunge un servizio a pagamento a cui mi sono immediatamente iscritto. Non che ne abbia bisogno, ma per la soddisfazione di contribuire con soli $ 35.00 a una iniziativa assolutamente fantastica.


 

Commenti!

Ho di nuovo i commenti! Grazie mille a Hossein Sharifi e al suo YACCS per il servizio.


venerdì 25 gennaio 2002
 

Banners: follow-up

Da me direttamente interpellato sulla morte del banner, Luca De Biase risponde che:

...beh, penso che non siano morti perchè: continuano a servire a qualcuno per fare quello che chiamano "brand building"; inoltre, secondo Yahoo! Italia, servono a pubblicizzare campagne mirate a una particolare azione...

Allora sono andato a leggere cosa dice Yahoo! Italia:

"Tasso di Click Through: Il numero assoluto di click diviso per il numero totale di page views, espresso in percentuale. Questo valore può essere particolarmente rilevante se il vostro obiettivo è quello convogliare un elevato numero di visitatori al vostro sito. All'aumentare della targetizzazione aumenta proporzionalmente il potenziale tasso di click through, ma entrano in gioco altri fattori quali la qualità della creatività del banner. Va anche sottolineato che mentre il tasso di click rappresenta un eccellente indicatore della efficacia di una campagna e di una creatività, esistono studi che dimostrano come i banner possano conseguire effetti simili a quelli di altri veicoli pubblicitari come stampa o televisione: brand awareness, riconoscimento del prodotto, ecc. Il nostro ufficio vendite è a vostra disposizione per qualsiasi approfondimento."

A questo punto sono andato a cercare sul Garzanti:

paraculo
agg. e s. m. [f. -a] (region. volg.) si dice di persona furba, abile nel fare il proprio interesse senza darlo a vedere.

Mi sento quindi di poter affermare che in Yahoo! Italia non sono dei paraculo: infatti si vede bene che fanno il proprio interesse...


 

Banners o microads?

Pubblicità gridata o pubblicità testuale? Tette al vento o testo informativo? La Stampa pubblica questo bell'articolo di Luca De Biase dove, seppure timidamente, si nota la morte del banner e si conclude:

"La pubblicità intrusiva ha vita corta online. Ma la pubblicità non intrusiva, tanto ben compresa dal pubblico, deve ancora essere compresa dagli inserzionisti. Quando ci arriveranno anche loro, sarà fatta."

Ben detto! Non vedo l'ora che ciò accada, e nel frattempo noto che l'idea comincia a diventare mainstream.
Io odio la pubblicità in generale: eppure vi sono delle pubblicità che io leggo avidamente... (cosa hai capito? non quelle). Esempio:

questa è la pubblicità che io leggo


Dimmi se hai mai visto una pubblicità più brutta. Ma si tratta di una pubblicità di manuali di vecchi aerei, all'interno di una rivista di vecchi aerei, Aeroplane Monthly, letta da appassionati di vecchi aerei come me che la divorano da copertina a copertina. Io quindi non la considero pubblicità ma informazioni utili.

Il tipo che ha messo questa inserzione non ha bisogno di attirare la mia attenzione: ce l'ha già tutta. Deve solo darmi le informazioni che cerco. Senza disturbarmi con uno sfondo colorato, una musichetta di sottofondo, o peggio ancora con una animazione in Flash!


 

Ancora sui parassiti

Ti dicevo ieri dei programmini spyware: oggi trovi informazioni più dettagliate su questo articolo di Wired (grazie a Chris Pirillo per la dritta).

Racconta di un vx2.dll che è stato allegato a innocui screensavers scaricabili gratuitamente dal web: aggiunge pubblicità popup a qualsiasi pagina visitata, registra le pagine visitate permettendo di creare un preciso profilo utente, registra perfino il contenuto di moduli riempiti online incluso eventuali numeri di carte di credito...

Se vuoi farti una bella risata, vatti a leggere la Privacy Policy di questi bei filibustieri. Nota che la policy fa riferimento a un indirizzo non valido, e che la società è composta da una anonima casella postale di Las Vegas e da un indirizzo Hotmail: trasparenza totale, anzi invisibilità.

L'articolo menziona anche l'interessante cexx.org, che raccoglie risorse "anti-intrusione" e il cui motto è:

"You have to be a kind of Jeffersonian citizen on the Web.
Be aware, be educated, take personal action.
If you're just a passive consumer, they will drive right over you
."
Tom Maddox, PrivacyPlace


giovedì 24 gennaio 2002
 

Se i ristoranti facessero come certi siti web...

Questa sera hai deciso di cenare bene. Dopo attenta consultazione della Guida delle Osterie d'Italia, hai scelto un buon ristorante: è un po’ lontano, la strada non è delle migliori, ma ne vale la pena.

Sala accogliente, ambiente intimo, pochi tavoli, luci soffuse: il tuo cuore vola alto come un falco. Ecco che arriva il cameriere, chiedi "Cosa c'e di buono stasera?" ma invece di risponderti ti grida con fare eccitato: "Entra anche tu nei Ringo Boys!".

"Come, scusi?" "Sa, lo sponsor..."

Senza aprire bocca, ti alzi e te ne vai. A casa, ti fai un brodino e finisci una crosta di formaggio.


 

Parassiti?

Non le pulci: i programmi parassiti di Internet Explorer. Spyware, adware, scumware, contenuti nei programmini "free" scaricati da Internet, non sempre intercettati dai programmi antivirus, aggiungono pubblicità in forma di banners, tracciano la navigazione sul web per conto di qualche società di marketing, rallentano il sistema, lo rendono instabile, aprono porte di comunicazione dal tuo PC verso l'esterno.

Se l'argomento ti interessa, questa pagina ti controlla dal vivo se il tuo browser ha le pulci. Grazie a Fred Langa per la dritta.


mercoledì 23 gennaio 2002
 

L'ultimo libro?

L'ignoranza, di Milan Kundera, Adephi editore
Comincia con "Cosa fai ancora qui?"
Finisce con "Guardando dal finestrino, vide in fondo al cielo un basso recinto di legno e, davanti alla casa di mattoni rossi, un pino che svettava come un braccio alzato"

L'ultimo CD?

Jaqueline du Pré, The concerto collection, EMI Classics
Concerti di Boccherini, Haydin, Delius, Saint-Saens, Dvorak, Shumann, Elgar, R. Strauss

L'ultimo film?

Già detto...

L'ultimo dolce?

I "Brutti ma Buoni" di Gavirate

L'ultimo concerto?

Andras Schiff, pianoforte, lunedì scorso al Conservatorio di Milano.
Musiche di Bach (strepitosa Fantasia Cromatica e Fuga in re minore BWV 903), Mozart, Scarlatti, Chopin.


domenica 20 gennaio 2002
 

The Lord of the Ring

Qui trovi l'umoristico riassunto del film.
Mi ricorda che una volta la Signora Giuseppina ci regalò il libro dei Promessi Sposi tratto dallo sceneggiato tratto dal libro. Lo davano con i punti del supermercato. Poichè girando per casa nostra aveva visto molti libri e riviste in varie lingue, ci disse: "L'ho cercato in inglese che so che ci tenete, ma purtroppo non l'ho trovato".


 

Banned!

Nessuno come Massimo per scovare links stimolanti. Leggo di questa inchiesta sull'efficacia dei banners in Italia e di nuovo devo chiedermi: se io son desto, o sogno alcuno vituperio?

Cito:
"Le impression sono state contate in 10.400.000 mediamente..."
"...I click effettuati sui banner dagli utenti sono stati mediamente 15mila"


Questi dati sono preceduti e seguiti da un peana al banner quasi imbarazzante. Frasi ad effetto del tipo "il banner rivendica la propria cantralità", "funziona, eccome": sembra proprio che siamo andati aldilà di ogni più rosea aspettativa.

Ora, se il mio calcolatorino funziona ancora, per fare un clic ci sono volute mediamente 693 impressions? Questo è un successo? Cosa mi dici dei 692 furibondi che si sono sorbiti una pubblicità che non volevano e che hanno dovuto pagare di tasca propria lo scaricamento del banner?

Questi 692 se la sono (giustamente) presa a morte e hanno giurato che mai più nella vita, e questi clueless morons gioiscono per quell'uno che ha cliccato? Ma Pirro era un dilettante!

Il web è comunicazione, ma non è broadcast. I metodi di comunicazione broadcast, e in particolare la pubblicità, semplicemente non funzionano su questo canale. E' una verità ormai assodata, confermata dal fallimento di chi pensava bastasse investire un sacco di soldi per fare un sito di successo.

Il Gatto e la Volpe ancora promettono "Dacci solo quattro monete, e noi faremo di te...", ma il loro pubblico si stà assottigliando.