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sabato 23 febbraio 2002
L'inaugurazione sotto casa è stato un grande successo. Musica a tutto volume e Via Cigalini completamente intasata di gente. Come tuti i parties che si rispettino, si è chiuso con l'arrivo di ben due volanti della polizia. La Banca Popolare di Sondrio ha la faccia come il culo Ricevo stamattina via posta da questi bancari una lettera di pesanti minacce. Sul retro di un foglio con la loro pubblicità per l'apertura di una nuova sede, trovo scritto questo avvertimento di stampo mafioso:
Se volevano alienarsi un possibile cliente, ci sono riusciti perfettamente. Scopro di essere stato arruolato a forza nella loro campagna pubblicitaria, fino a quando non grido basta. Rag. Pier Giorgio Picceni, tu che sei il responsabile del trattamento, non facevi più bella figura a dire "non ti contatteremo più, a meno che tu non lo chieda espressamente"? Sempre questa mattina, mi citofonano i ragazzi che hanno appena aperto il negozio di abbigliamento punk nel palazzo di fronte, per avvisarmi che oggi pomeriggio inaugurano con un concerto, che ci sarà casino ma rimetteranno tutto a posto, e se voglio scendere a ballare sono invitato anch'io. Rag. Picceni, perché non vieni anche tu oggi pomeriggio a ballare? che magari impari qualcosa? Lo Zen e l'arte di guardare la televisione Ancora sulla televisione. Molla tutto e corri a leggerti Adam Curry che ragiona sul weblog come tempo rubato alla televisione, e cita The Zen TV Experiment di Bernard McGrane. Adam Curry dice:
Bernard suggerisce questo esperimento:
Se guardi la TV senza il sonoro, puoi concentrarti sugli aspetti tecnici: i tagli, le zoomate, le carrellate. Riesci a staccarti dalla scena e a vederla "dalla parte del regista". Esercizi che andrebbero ripetuti ogni anno nella scuola dell'obbligo.
venerdì 22 febbraio 2002
La parabola del Buon Pastore Riflettendo sulla televisione che deve fare ascolti per vendere pubblicità, e su come questo medello non funzioni affatto sul web, mi è venuta in mente la parabola del buon pastore. "In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. ![]() Ma le pecore lo seguono anche quando le porta al mercato, per essere vendute e macellate: perché il pastore ama le sue pecore ma deve anche vivere e mangiare e mantenere la famiglia e fare un poco di vacanza e cambiare il vecchio PC e... Insomma il buon pastore ama le sua pecore ma è leale verso i suoi clienti. Allora se io arrivo al tuo sito e ci trovo il banner o il popup, io non mi sento tanto visitatore e ospite, ma mi sento piuttosto trattato da pecora. Quello che hai da dirmi non mi interessa più, perché ho capito dove riponi la tua lealtà. E se mi tratti da pecora, tu mi scuserai, io preferisco smarrirmi e non farmi più vedere... Mlist ha visto la luce! Questo post di Edmondo Sparano mi ha riconciliato con Mlist e con il mondo intero. Ultimamente leggevo e mi deprimevo. L'idea stessa del marketing associato al web, il marketing "top-down" delle emails in html, dei banners e dei popups, la brand awareness e il positioning: tutto un vuoto arrabattarsi fine a se stesso, totalmente dimentico del fatto che, dall'altra parte, nessuno presta attenzione. Internet non è la TV. Le comunità si formano attorno a interessi comuni e non intorno a prodotti. I banner creano una brand awareness del tipo "mi ricorderò di evitarti come la peste". Questi sono concetti sempre più evidenti a chi usa internet. Ma non a chi pensa che, per il semplice fatto che siamo tanti, siamo disposti a sorbirci qualsiasi pubblicità. Invece oggi Edmondo ragiona brillantemente: Il raggio iniziale della nostra spirale è corto , pochi utente ma, stranamente, tutti soddisfatti. Nessuno clicka sui banner per non lasciare il sito. Sempre nuovi utenti scoprono il nostro servizio attraverso un efficace passaparola (come si dice:"il vino buono...non ha bisogno di insegna"). Un mese alla volta il raggio cresce, il sito non ha 1.000.000 di visitatori occasionali al giorno ma quei 500 - 1000 fedelissimi. Ed ecco che invece del solito,inutile, snervante banner, si decide di sponsorizzare una utilissima newsletter. Edmondo, ti farò un monumento! Ti voterò alle prossime elezioni! Se passi da Como ti offrirò un cappuccino! con brioche! Que Viva Edmundo!
mercoledì 20 febbraio 2002
Chi è Pasquale? Follow the money I furbacchioni dello spam religioso vendono il database degli indirizzi da spammare, e lo vendono su internet! Ma siccome non si fidano dei loro clienti, richiedono un pagamento con rimessa bancaria o con vaglia postale, e quindi devono dare il loro dati autentici: ABI: 3069 Non ti viene voglia di mandare qualcosa? un contributo? i carabinieri? Secondo te ci sono gli estremi? C'è in Italia un magistrato che potrebbe occuparsene? Pasquale è innocente? Il messaggio chiede di pregare per lui, e termina così: Scusami se hai ricevuto questo messaggio senza averlo chiesto. Prima di tutto decido io, destinatario, se è o non è spam. Se io penso che è spam, allora è spam. Secondo, è spam davvero: si tratta di un messaggio di controllo sulla validità di un database di indirizzi. Maggiori informazioni presso Punto Informatico. "Pasquale" è colpevole! A proposito, il loro vero nome è TOP SITE MARKETING, Via Santa Maria 70, 88060 Catanzaro CZ Tel./Fax +39 961 760462 (informazioni raccolte dal sito) Il loro server è Apache 1.3.19 su macchina Linux Il loro indirizzo IP non è statico, oggi è 212.171.42.43 (rete ADSL TIN, a cui evidentemente importa poco dello spam). Quindi ogni volta che si riconnettono devono aggiornare il NS. WHOIS li ha registrati come "Top Site Marketing - De Pasquale" telefono 328-8764588 topsitemarketing@supereva.it Più interessante l'analisi della loro zona: Primary name server: ns6.internich.net. Primary mail server: mail.internich.net. (non funzionante al momento) Il name server mi ha incuriosito, e gli ho fatto un WHOIS: Administrative Contact: Top Site Marketing De Pasquale S. Maria,70 Catanzaro, CZ 88060, IT (328)8764588 (328)8764588 topsitemarketing@supereva.it Technical & Billing Contact: Server Italia Grazia Maria Campisano Via Prenestina Roma, RM 00177, IT (06)273708 (registrato a De Marco Giuseppe, 315 Via Prenestina, 00100 ROMA RM) (06)273708 pdm@freemail.it
martedì 19 febbraio 2002
Spam - the inside story Un tale, stufo di essere spammato, reagisce e attacca i computers dello spammatore. Leggiti i morbosi dettagli e guarda le raccapriccianti immagini! Brrr... Andras Shiff al Conservatorio di Milano Ieri sera Andras Schiff era a Milano con la seconda parte del suo concerto (la prima era stata il 21 gennaio): stessi autori e stessa disposizione dei brani. Programma: Johann Sebastian Bach Capriccio BWV 992 "Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo" Wolfgang Amadeus Mozart Sonata in re maggiore KV 533 - KV 494 Domenico Scarlatti Sonata in sol maggiore K 144 Sonata in si minore K 27 Sonata in re minore K 516 Sonata in re minore K 517 Sonata in fa maggiore K 17 Sonata in la minore K 175 Frederic Chopin Sonata n. 3 in si minore op. 58 ![]() Schiff ha suonato Bach e Mozart sullo Steinway, ma ha eseguito Chopin su un Pleyel. Nel 1832 Camille Pleyel aveva dato il pianoforte e la sala per il primo concerto di Chopin a Parigi. Il suono mi sembra più caldo ma meno brillante. Andras Schiff suona sommessamente, riflessivamente, in una atmosfera di rarefatta sensibilità. Ma non è pedante, e non è piatto. A me incanta il suo Bach, e ieri sera il capriccio è stato eseguito in modo per me fantastico. Su come suona Scarlatti si potrebbe discutere anni. Certamente manca della latinità a cui siamo stati abituati da tante interpretazioni solari e sanguigne. Non c'era niente di spagnoleggiante ieri sera, anzi. Interpretazione diversa quindi, discutibile ma per niente inferiore. Stesso discorso per Chopin. Versione intimista, rarefatta. Niente esagerazioni, niente istrionismi: romanticismo zen. Secondo me Schiff detesta Liszt. A parte pochissimi dissidenti, il pubblico in sala ha applaudito a lungo. Tre i bis: mazurka e valzer di Chopin, l'ultimo movimento dal Concerto Italiano di Bach.
lunedì 18 febbraio 2002
Banda larga: e in Italia? Così mi chiedevo in un precedente blog. Ora trovo su Punto Informatico la notizia che una apposita commissione governativa, una task force voluta dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca (ex-presidente di IBM EMEA), è arrivata alla rapida conclusione che la banda larga ci vuole proprio. Sorprendente davvero! Che fenomeni! Ma la cosa pubblica ha i suoi tempi e le sue regole, misteriose per noi umani: quindi bando alle facili ironie. ![]() Lasciateci lavorare? Prego si accomodino. Fatti e non parole? Assolutamente d'accordo. Avete bisogno di una mano? Sono qui. Su queste cose il Ministro si gioca la faccia, la reputazione, e le prossime elezioni.
domenica 17 febbraio 2002
Blog e disintermediazione Bell'articolo di Henry Jenkins del MIT Technology Review, sul fenomeno blog. Prima di tutto: Blogger (che non è l'unico) si avvicina ai 400.000 utenti registrati, con circa 1.500 nuovi utenti al giorno. Questo vuol dire che tra poco saremo milioni! Questo grazie alla larga banda, ai nuovi strumenti che rendono facilissimo pubblicare, ma soprattutto alla nostra voglia di parlare di quello che ci interessa, e di ascoltare storie interessanti. Jenkins si rende conto che il fenomeno rivoluzionerà il mondo dell'informazione, ma non spinge la sua analisi abbastanza a fondo. Si immagina quindi un futuro in cui da una parte avremo l'informazione commerciale, concentrata nelle mani di pochi potenti, che detta le notizie globali; e dall'altra parte una informazione "dal basso" che digerisce queste notizie globali e le trasforma in storie locali: Ultimately, our media future could depend on the kind of uneasy truce that gets brokered between commercial media and these grass-roots intermediaries. Imagine a world where there are two kinds of media power: one comes through media concentration, where any message gains authority simply by being broadcast on network television; the other comes through grass-roots intermediaries, where a message gains visibility only if it is deemed relevant to a loose network of diverse publics. Broadcasting will place issues on the national agenda and define core values; bloggers will reframe those issues for different publics and ensure that everyone has a chance to be heard. Questa mi sembra una visione troppo timida. Naturalmente ho risposto, e gli ho detto: Imagine instead a world where "commercial media" does not exist anymore. Too radical? Don't think so. A parte la facile battuta, davvero io credo che grazie a internet l'informazione non è più una merce che ci si aspetta di pagare. Tanto per fare un esempio, vuoi che ti venda una enciclopedia? Una Treccani in 36 volumi come nuova poco usata? Non la vuoi perché preferisci Google, che è gratis. Stesso discorso per le notizie: leggi il giornale su internet perché è gratuito, e se fosse a pagamento ne faresti tranquillamente a meno. Mille altri sono disponibili, tutti gratis, tutti in qualche modo interessanti. E i blogs? ancora più interessanti. Ti raccontano il Summit di Davos, il Social Forum, le Olimpiadi, ma da dentro. Sono liberi di dire quello che davvero gli passa per la testa, non devono ossequiare nessun inserzionista, non hanno padrini politici, non perseguono una strategia globale di conquista e predominio sui nostri cervelli. Un girnalista normale legge una riga di agenzia e ci scrive un articolo di duecento parole inventandosi tutto di sana pianta. Un giornalista buono si reca sul luogo, intervista i protagonisti, e poi riassume il tutto in poche battute ad effetto, stravolgendo completamente i fatti. Il loro mestiere è vendere carta (o intermezzi pubblicitari), non informare. Tramite i blog, i protagonisti ti parlano direttamente, ti spiegano le cose in dettaglio e con passione. Questa è disintermediazione, baby! Guarda la colonna qui a sinistra. Tutta gente che io leggo con grandissimo interesse, da cui ogni giorno imparo qualcosa, di cui rispetto le opinioni anche quando non le condivido. Per me sono tutte voci autorevoli. Invece quanti giornalisti, tra stampa, radio e televisione, io ammiro? Forse cinque in tutto.
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