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sabato 13 aprile 2002
Post per email Una nuova funzionalità di Blogger ti permette di pubblicare sul tuo weblog per email. In questo modo potrai bloggare anche da un palmare! O dal telefonino! Si aprono innumerevoli possibilità. Questa cosa potrebbe essere interessante anche per chi si collega al Web tramite linea telefonica: può comporre il suo post offline e connettersi solo il tempo necessario per trasmettere. Di solito però i bloggers dispongono tutti di broadband "always on" e non hanno questi problemi. Se non hai l'accesso continuo, è dura bloggare. Pensa che brutto sarebbe andare al ristorante se ti facessero pagare a tempo! Vicolo cieco In rete una pagina senza collegamenti è letteralmente un vicolo cieco. E questa è una considerazione importante, perché vuol dire che ora i documenti acquistano almeno parte del loro valore non per cosa contengono, ma per i luoghi a cui portano. E alcuni dei siti più popolari e profittevoli, come ad esempio Yahoo.com, acquistano la maggior parte del loro valore puntando fuori da se stessi. Il modello di documento come contenitore sigillato sul Web non funziona. Imperano i liks. ![]() I collegamenti non sono una caratteristica incidentale del Web. Sono quelli che lo trasformano da una collezione di pagine in una rete. I collegamenti rendono il Web un luogo percorribile. Invece che di atomi e di cose, il nuovo mondo del Web è fatto solamente e totalmente di relazioni tra cose. (dal capitolo "Matter", Small Pieces Loosely Joined)
venerdì 12 aprile 2002
Spammare paga Paga le multe, anche in Italia! Gran bella notizia ripresa da Punto Informatico: il garante Rodotà condanna uno spammatore a un risarcimento di 250€ nei confronti di un singolo utente spammato: pensa se avessero fatto ricorso tutti! ![]() Massimo Cavezzini racconta di come un giorno, invece di buttare via l'ennesimo spam, ha fatto ricorso e ha vinto. Soprattutto ti dice come fare con dovizia di dettagli. Morale: difendiamoci almeno dallo spam casalingo, visto che si può. Per lo spam internazionale è più difficile. Per esempio, il mio indirizzo è apparso su un sito brasiliano, e da allora tutti i giorni ricevo almeno tre offerte dei più disparati servizi in portoghese: finirà che imparo la lingua!
giovedì 11 aprile 2002
A spostare bits A che serve internet? A spostare bits. La risposta è semplice ma completa, in quanto implicitamente definisce a che cosa internet non serve. ![]() Internet è stata progettata per spostare bits e non per decidere quali bits spostare, quali bits bloccare, cosa farsene dei bits, e se qualcuno debba pagare per ricevere degli specifici bits. Queste capacità possono essere aggiunte all'occorrenza, e internet lo permette. I bits conoscono una cosa sola: come viaggiare dal punto A al punto B; nella loro specializzazione, così simile alla stupidità, stà il loro fascino. I bits non sanno che informazione rappresentano, se si tratta di sicurezza nazionale o di una stupida barzelletta, nè sanno chi è il propietario. I bits sanno solo che devono andare da A a B. (dal capitolo "Matter", Small Pieces Loosely Joined)
mercoledì 10 aprile 2002
Despedida Federico García Lorca, per un'amica che ha perso il padre. Communities vs. Audiences Ti avevo già raccontato subito dopo Pasqua di quell'articolo di Clay Shirky, che sosteneva che quando una comunità diventa troppo grande si trasforma in una platea. Chiudevo dicendo che occorreva pensarci ancora. E ci pensa oggi Tom, approfondendo l'argomento e chiarendo i termini del problema. Mentre lo leggevo, ho pensato alla cosa in termini grafici e di colpo ho visto la luce. Allora, quando Clay dice che in un gruppo sufficientemente ampio, aggiungere un nuovo mebro è una impresa titanica, forse pensa a uno schema di questo tipo: ![]() E come dargli torto? Si vede a occhio nudo che ha ragione. Ma credo che Clay si confonde quando sostiene che questo problema non è risolvibile dalla tecnologia. La tecnologia ha inventato l'hub, come nelle mailing lists: ![]() In questo secondo caso direi che il costo di un nuovo membro è marginale, anzi forse paradossalmente i costi diminuiscono al crescere dei membri (vedi anche il capitolo "Togetherness" dal libro Big Joints Densely Pieced). Diverso è il discorso che alcuni membri possano decidere di partecipare di più o di meno: questo è comune a tutte le comunità. Computer a scuola Umberto Santucci mi segnala il suo articolo di critica a Clifford Stoll, che sostiene che è meglio che i computers non entrino a scuola. ![]() La spiritosa e acuta confutazione può essere usata anche per i vari luoghi comuni contro l'informatizzazione. Esempio: G: Con quali danni sostituiremo la comunità reale del vicino di casa, del compagno di scuola, dell'amico del bar con la comunità virtuale delle voci senza volto con cui pensiamo di comunicare via e-mail o con i messaggi telegrafici e inespressivi Sms? Tra parentesi, forse ti ho già raccontato che nella scuola media di mio figlio hanno messo un'aula informatica piuttosto bene attrezzata. L'aula non viene più usata perchè gli allievi mettono gli screensavers con le parolacce e i professori non sanno come toglierle.
martedì 9 aprile 2002
KAMËR Choir Riga con Gidon Kremer e Marta Sudraba Ieri sera al Conservatorio di Milano concerto del KAMËR Choir Riga diretto da Märis Sirmais, dedicato alla pace nel mondo, con Gidon Kremer al violino e Marta Sudraba al violoncello (lei è anche primo violoncello nella Kremerata Baltica, e detiene il record per il puntale più lungo del mondo).William Byrd Con Kremer si perde un grande coreografo. Tutti i suoi concerti hanno un elemento scenico spettacolare, e questo non ha fatto eccezione. I coristi sono entrati da dietro gli spettatori e si sono disposti in due file ai lati della platea. Ci siamo quindi trovati immersi nell'Ave Verum Corpus iniziale, con un effetto davvero suggestivo. Poi il coro è salito sul palco ed è stato raggiunto da Kremer per il secondo brano. Per il resto è stato un concerto di musica contemporanea, a parte Mahler. Qualche brano mi è parso un poco lungo, qualche altro un poco vuoto, e in generale si tratta di musica che amo poco, nonostante l'impeccabile esecuzione. Discorso a parte per la Ciaccona, che Kremer ha cercato di interpretare non banalmente, con un inizio solenne e maestoso, e poi con grande veemenza e passione che ampiamente compensavano due piccole sviste. Io preferisco una interpretazione con errori a una esecuzione perfetta senza interpretazione. E non era musica facile! Bis finale con canto popolare eseguito con grande foga e trasporto, in cui si ripeteva il nome "Riga, Riga!" più volte: mi è sembrato l'equivalente baltico di "O mia Bela Madunina".
lunedì 8 aprile 2002
NGO: Next Generation Office E' in preparazione la nuova versione di Microsoft Office, quella successiva a Office XP. Prevedibilmente, verrà potenziata la parte web: i documenti, gli appuntamenti e la posta potranno essere pubblicati direttamente sul web mantenendo il controllo degli accessi. Paul Thurrott offre una anteprima nel suo sito SuperWindows. Invece qui trovi l'intera presentazione animata in Flash, quella che Microsoft ha fatto togliere da vari siti. Office NGO include i seguenti servizi web:
Non ti saranno sfuggite le implicazioni dell'ultima voce... ![]() La parte commeciale è molto interessante: potrai acquistare Office NGO e usarlo "per sempre" ma non avrai diritto ad aggiornamenti (e come farai con gli inevitabili bachi?); oppure potrai "affittarlo" per un anno e poi rinnovare di anno in anno, con diritto ad aggiornamenti e upgrades (tanto vale cointestare il tuo conto corrente alla Microsoft, e non ci pensi più). E' facile prevedere che a) ci saranno polemiche a non finire e b) verranno immediatamente resi disponibili i cracks per sbloccare copie scadute.
domenica 7 aprile 2002
Se sul Web non esistono frontiere, a che serve un passaporto? Forse serve al consumatore, certo non serve al cliente. Non riesco a immaginare una situazione, sul web, in cui ti faccia comodo avere tutti i tuoi dati personali consegnati in mano a chi dichiaratamente vuole farne un uso commerciale. Diverso è il caso dei programmi di fedeltà del tuo supermercato, dove in cambio dei tuoi dati ricevi robusti sconti e accumuli premi. Ma qui? Dov'è il tuo vantaggio? Accumuli spam? No grazie! Esistono un sacco di programmini che già permettono di riempire moduli online in forma automatica, dove la gestione dei tuoi dati rimane tua. Che bisogno hai di affidarla a Microsoft? ![]() Naturalmente altri la pensano come me; ad esempio EPIC, Electronic Privacy Information Center, che ha protestato presso le competenti autorita: January 29, 2002 La lettera denuncia chiaramente i concreti rischi di questa iniziativa: The privacy and security risks include: online profiling made possible by the requirement that individuals sign on to Passport before viewing web content, an increase in the amount of unsolicited commercial e-mail from the sharing of e-mail addresses with Passport-affiliated sites, and stolen credit card data from numerous security holes in the Passport and Wallet systems. The vulnerability of Passport combined with its pervasion of the Internet creates serious risks to personal information sacrificed by consumers to gain access to services integrated with Microsoft authentication software under the belief that Microsoft is adequately protecting their data. Sorretto da incrollabile ottimismo e beata ingenuità, credo e spero che questo .NET Passport morirà da solo. Ma non ne sono sicuro. Biscotti obbligatori Cercando di visitare starbucks.com posso raggiungere solo questa pagina: Cookies required Per accedere a questo negozio di caffè è obbligatorio accettare cookies che raccolgono informazioni su di me, che registrano i siti da me visitati, dandomi il fantastico vantaggio che "so it can sign you out of all of them when you click a Sign Out link". E se a me questo strabiliante vantaggio non sembra sufficiente a compensare la perdita di privacy? E se io sono paranoico e voglio mantenere i cookies disabilitati? Allora non mi fanno entrare. Chi ci perde? Non io. ![]() Immagina che per entrare in un supermercato (in una zona piena di supermercati) devi lasciare una fotocopia del passaporto. Non sono così stupidi, ad esempio, da Peet's, ma nemmeno in starbucks.ch, dove ti fanno entrare anche con i cookies disabilitati. ![]() Questa cosa del .NET Passport mi piace sempre meno.
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