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sabato 19 ottobre 2002
giovedì 17 ottobre 2002
L'etica del weblog L'avrai sicuramente già letto, ma voglio copiare quel che Doc ha appena detto sull'etica dei weblog: What we have going for us here in the blog world is a different kind of familiarity with the people we read. We also have the opportunity to fact-check the crap out each other, and watch Google put it all on its public record.E per un esempio di "opportunity to fact-check the crap out each other", vedi l'Arianna senza filo qui sotto.
mercoledì 16 ottobre 2002
la bella Arianna nel Bosco Sì, insomma, la Bella Addormentata nel Bosco. Sto parlando di Arianna Dagnino, giornalista che scrive anche sul Corriere Economia. E che sul sito di SMAU ci racconta di aver scoperto un fenomeno tutto americano che prima o poi arriverà anche da noi: i weblog! Ringrazio Marco di Blog.it per la delazione e vi invito tutti a postare un link tipo questo: Arianna Dagnino ha scoperto i weblog! Fatelo! Fatelo tutti! abbiate fede, Google ci è ancora amico, e magari ci aiuterà a svegliare la bella Arianna nel Bosco! Mai dire mai ;-) Grazie a Massimo per la segnalazione e l'idea. Ma esaminiamo per un attimo le premesse: «Tra le affermazioni di un uomo-eroe, come Gesù, e alcune caratteristiche della Rete esistono sorprendenti assonanze. Frasi come “Di fronte a me siete tutti uguali” o “Quello che è mio è tuo” sintetizzano perfettamente l'uguaglianza e la condivisione che contraddistinguono Internet»E ancora, il 25 luglio 2000, su Internet e dintorni del Corriere della Sera Arianna con una potente intuizione preconizzava il futuro della rete: E IL PC DIVENTA UN UFFICIO VIRTUALE IN 3 DIMENSIONIDice il saggio: "Never prophesize, especially about the future!"
martedì 15 ottobre 2002
ADSL in Svizzera ...e io che mi lamentavo! Molto peggio è andata a Memmo, che qui ti racconta la sua esperienza con l'ADSL di Swisscom. Freddy Kempf Anche ieri sera concerto. Il giovane pianista Freddy Kempf ci ha presentato un programma con alti e bassi. Inizio con Scarlatti, Sonata in re maggiore K119, sparata a grande velocità e grande volume: e il languore mediterraneo, la sensualità? niente da fare. Poi Bach, con la stupenda Partita in mi minore n.6 BWV 830, bene nelle parti lente, poi malissimo nelle parti veloci troppo veloci e ancora fortissime. Quindi il viandante di Shubert: La Fantasia in do maggiore D760 "Wandererfantasie": bella musica, ma ancora nel presto Kempf corre corre corre e non sa dove. Ho l'impressione che l'interpretazione venga sacrificata alla velocità e al furore: quando si infervora a suonare fortissimo e velocissimo, sembra non sappia più cosa stia suonando. A questo punto a me viene in mente in mente Roberto "mani di pietra" Duran, e il mio vicino Amedeo pensa piuttosto a "Bum Bum" Mancini. Si finisce con Ravel, Gaspard de la nuit, che è stato il brano meglio riuscito della serata. L'interpretazione di Kempf mi è piaciuta davvero tanto, è mi è sembrato che l'avesse studiato e assimilato molto ma molto di più rispetto al resto. Avesse suonato solo questo, sarebbe stato un concerto perfetto. Ma chissà se gli artisti, e soprattutto gli artisti giovani, sono liberi di scegliersi il repertorio, o se devono sottostare alle richieste di musica più tradizionale... Bis pestosissimo di Liszt.
lunedì 14 ottobre 2002
Kremer, Meyer e Maisenberg a Milano Ieri sera al Conservatorio di Milano trio con il violinista Gidon Kremer (Guarneri del Gesù ex David del 1730), la clarinettista Sabine Meyer e il pianista Oleg Maisenberg. Concerto dedicato al Novecento, con il seguente programma: Alban Berg:Che ti posso dire dei primi tre pezzi? Sono accomunati dal fatto che evitano sistematicamente di offrire il seppur minimo appiglio all'ascoltatore: niente ritmo, niente tonalità, niente melodia; dalle note precedenti non potrai mai prevedere la nota seguente, nè la sua durata, nè la sua intensità. Insomma non c'è "tensione", mi è sembrato che la questa musica, nell'ansia di andare contro a tutto, non voglia andare da nessuna parte, ti scaraventi in mezzo al nulla e sia sostanzialmente indifferente allo spettatore, anzi forse direttamente ostile. Diverso discorso con Stravinski e Bartok, che ti portano sì, ma in un viaggio fantastico dove la normalità, la convenzionalità sono solo apparenze di cui impari presto a non fidarti. Ancora diverso Debussy: il viaggio si svolge sui solidi binari della struttura classica, lo spettatore/viaggiatore è libero di appoggiarsi allo schienale e godersi panorami di grande bellezza. Insomma hai capito che a me non piace il Novecento. Ma mi fa bene ogni tanto ascoltarlo, e quindi non mi lamento. Ieri sera poi gli interpreti erano di primissimo livello, quindi... Significativamente, il bis è stato un valzerino di campagna vagamente Casadei, a scherzoso indennizzo.
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