Gaspar
It's more complicated than that
giovedì 21 novembre 2002
 

Se non l'hai già fatto, corri a leggerti la fenomenale intervista a Doc Searls su Creative Commons:
"...This was the problem with all these dot-com acronyms with a 2 in the middle -- B2B, B2C and so on. "To" was the wrong preposition. As Christine Boehlke put it to me once, the correct middle letter should have been W, because in a real marketplace we do business with people not to them. Does anybody ever shake hands and say "Nice doing business to you!"? Because the Net is more fundamentally a place than a pipe, we do business with each other there, not just to each other. Critical difference..."
Grande Doc.


mercoledì 20 novembre 2002
 

Qualche giorno fa Mim*mina si stupiva del connubio tra salute e mercato.


Oggi tramite BoingBoing leggo che AstraZeneca ha lanciato una costosa campagna pubblicitaria per convincere i malati di GERD (Gastroesophageal Reflux Disease) ad abbandonare il Prilosec e passare al nuovo Nexium.

Due pillole uguali, dello stesso produttore, perché cambiare? Perché il brevetto Prilosec è scaduto.

Scopro inoltre che le spese farmaceutiche degli americani superano quelle di educazione, agricoltura, trasporti e ambiente combinate insieme. Ma pensa!


martedì 19 novembre 2002
 
Alexander Lonquich a Milano

Ieri sera al Conservatorio di Milano c'era il pianista tedesco Alexander Lonquich con questo curioso programma:
Richard Wagner
Klavierstük

Carl Philipp Emanuel Bach
Sonata in do maggiore Wq 65/47-H248

Richard Wagner
Albumblatt in la bemolle maggiore "Arrivo presso i cigni neri"

Franz Shubert
3 Klavierstücke D 946

Francis Poulenc
Villegeoises

André Jolivet
Mana (6 pieces pour piano)

Maurice Ravel
Gaspard de la nuit
Prima sorpresa: sul palco c'era un microfono. Seconda sorpresa: Lonquich l'ha usato!

All'inizio di ognuna delle due parti del concerto ha spiegato i brani che andava ad eseguire, del perchè li aveva scelti e del come si rapportavano l'uno all'altro. Insomma una interessante lezione di musica, offerta con garbo, semplicità e intelligenza.

Di Wagner ha detto che si trattava di pezzi che Brahms avrebbe corretto con la matita rossa, ma che erano utili per entrare nella sua cucina compositiva, e che assieme alla sonata del Carlo Filippo si caratterizzavano per una certa "irregolarità del disegno compositivo". Insomma ce li ha nobilitati e resi interessanti: se ce li avesse semplicemente suonato a freddo, sicuramente non saremmo stati in grado di apprezzare.

I Kalvierstücke di Shubert sono invece stati la cosa migliore di tutto il concerto: non facili, esoterici, con effetti molto ipnotici di moto continuo: insomma, bellissimi.

La seconda parte è stata dedicata al novecento minore (a parte Ravel) e, direi giustamente, dimenticato. Ma insomma è anche bello che un interprete segua un suo percorso di conoscenza e approfondimento e proponga pezzi rari. Ma Poulenc era una piccola collezione di jingles senza nessuno spessore, "di una leggerezza alla Nino Rota". Jolivet era un avanguardismo esotico e chiassone che mi ha scatenato un abbiocco quasi invincibile. Dura è la strada che porta alla elevazione intellettuale.

Ma d'altra parte anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa sosteneva che per conoscere veramente una letteratura bisogna studiarne i tanti interpreti minori, e non solo i pochi grandi geni.

Come unico bis un Impromptu di Gabriel Fauré.