Gaspar
It's more complicated than that
sabato 29 marzo 2003
 
Il Maestro Yang Lin Sheng

Cinquemila anni di cultura e di storia non sono passati invano. Il Maestro Yang dell' Associazione per lo Studio del Kung Fu Tradizionale è un signore di mezza età, piccolino e dai modi molto gentili, che ha dedicato e dedica la sua vita allo studio delle arti marziali. Oggi pomeriggio è stato invitato nella nostra palestra a Como per tenere uno stage e insegnarci le sue tecniche.


I concetti chiave che ha cercato di trasmetterci (in un italiano assai approssimativo) sono:
  • Le diverse tecniche non sono importanti e fondamentalmente si equivalgono.
  • La forza non serve a niente e non bisogna cercare la forza.
  • I movimenti possono essere piccoli, ma le partenze devono essere veloci.
  • L'elastico è più potente del martello.
  • Quando l'avversario è più debole, dritti. Quando è più forte, in cerchio.
  • Il buon combattente ha la mente sgombra e il corpo rilassato.
Io non credo che quanto sopra renda l'idea, ma ti assicuro che vedere in azione il Maestro Yang è impressionante per l'assenza di sforzo con cui si muove (e per la fatica bestiale che fai cercando di imitarlo).

La sua idea di arte marziale mette l'accento sull'arte, e la sua idea di praticante di arti marziali mette l'accento sullo studio, sulla saggezza e sulla rettitudine. Se volete fare risse imparate ad usare il coltello o la pistola, dice. La vera forza non è aggressiva.

Capito Giorgino?


mercoledì 26 marzo 2003
 
La popolarità di Bush

La popolarità del presidente è aumentata con questa invasione, e questo mi ricorda la guerra delle isole Falkland.

All'epoca una giunta militare alle corde, con gravi problemi economici e di credibilità, lanciò la guerra soprattutto per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai problemi veri dell'Argentina di quei giorni.

La gente scendeva nelle strade compatta sotto la bandiera nazionale gridando "Las Malvinas son argentinas!", e guarda che non erano mica tutti cafoni ignoranti: ricordo che persone intelligenti, ragionevoli e compassate avevano completamente perso la testa e cucivano centrini bianco-azzurri "per i nostri ragazzi", e non si perdevano una manifestazione una.

Venne poi il momento del durissimo risveglio, delle lacrime e della rabbia. La giunta militare, che si era comprata qualche mese in più di potere con il sangue dei coscritti, venne spazzata via dalla folla inferocita.


martedì 25 marzo 2003
 
Boris Johnson wrote for the New York Times, which found some of his words unfit to print

Il giornalista inglese Boris Johnson racconta dell'articolo che ha scritto per il New York Times, e delle modifiche che gli hanno chiesto per poterlo pubblicare.

Ad esempio: "you don’t make international law by giving new squash courts to the President of Guinea" non si può dire, mentre "you don’t make international law by giving new squash courts to the President of Chile" si può dire. Eh?
(via Moorish Girl)


 
Italia On Line si è sparata in un piede

Qualcuno mi spieghi chi è l'idiota che ha avuto questa bella pensata:
From: LiberoInforma@libero.it
To: ignarocliente@inwind.it
Sent: Monday, March 24, 2003 4:23 PM
Subject: Nuove modalità utilizzo spazio web


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Wind
Comunicare in un soffio
Già, il soffio della morte! Secondo me sono alla frutta. Non mi stpirei se tra qualche mese il servizio diventasse a pagamento: scappate finché siete in tempo!


 
Una nuova vita

Ieri sera è venuto a questo nostro strano mondo Giovanni: ancora non pesa un chilo ma pare abbia già un caratteraccio...

Ai genitori Anna e Paolo, auguri. Ai fratelli Michele e Riccardo: statevi accorti.


lunedì 24 marzo 2003
 
Altri tempi

Da un articolo dello storico Arthur Schlesinger Jr. apparso oggi sul Los Angeles Times:
"We must face the fact that the United States is neither omnipotent nor omniscient -- that we are only 6% of the world's population -- that we cannot impose our will upon the other 94% of mankind -- that we cannot right every wrong or reverse each adversity -- and that therefore there cannot be an American solution to every world problem."

President John F. Kennedy
(via Community of Minds)


 
Bandiere di seconda mano

Mio zio ama il mare e l'informatica, usa le nuove tecnologie, indulge in affermazioni iperboliche e si professa cinico. Riguardo all'invasione dell'Iraq, propone di acquistare subito tutte le bandiere della pace usate a mezzo euro, per rivenderle a cinque euro quando tra sei mesi toccherà alla Siria, o all'Iran...

Dice che lui questa situazione l'ha già vissuta quando, alla vigilia dello sbarco alleato in Sicilia, il Mascellone strombazzava "Li respingeremo sul bagnasciuga!". Questo alle sei del pomeriggio; alle sei del mattino dopo la Sicilia era conquistata. Per mio zio il parallelo Saddam-Mussolini è automatico, e quindi il problema etico-politico non si pone.


Certo che allora tutto succedeva senza testimoni, e le cose si sapevano molto tempo dopo. Oggi l'informazione è immediata, non-mediata, istantanea e incontrollabile. L'immagine di un singolo soldato morto brucia di più di una intera divisione annientata lontano dalle telecamere. Il tentativo americano di nascondere le immagini dei prigionieri è sintomatico, ma patetico.