Gaspar
It's more complicated than that
sabato 3 maggio 2003
 
Britney Spears è il mainframe dell'industria discografica

Parliamo del futuro: come verranno pagati gli artisti nell'era del file sharing? Dan Bricklin fa una analisi assai accurata sul passato, sul presente e sui possibili sviluppi futuri:
"There is a self-fulfilling prophesy where only huge sellers bringing in large revenues are pursued. Small fan bases, even if solid and large enough to fully fund the artist themselves with a very acceptable life compared to other professions, do not fit in this model. A few big hits are viewed as more important than a myriad of small ones, each with a happy artist and happy fans. There seems to be a drive to create a few "superstars" instead of many full-time artists. This is bad economics if in catering to the big players we develop technologies and norms that hamper the "business models" of the smaller players.


Technology is making the cost of practicing many types of art less expensive. For example, recording and editing equipment of high quality that used to cost hundreds of thousands or millions of dollars is becoming something even a hobbyist can afford and use. Manufacturing and distribution of many media forms is becoming almost cost free. Communications to a widely dispersed fan base has dropped to a minor cost as mailing and the need for advertising is replaced with email and web sites. (Discussing this with someone, he basically asked: "Is the Britney Spears model the mainframe of the music business?")".
Ripeti con me: "Personalizzazione, disintermediazione. Personalizzazione, disintermediazione. Personalizzazione..."
Grazie a David per la dritta.


venerdì 2 maggio 2003
 
Dollar Songs

A conferma di come la penso su iTunes, mi soccorre QuintoStato che linka questo articolo da Wired News.

Vi si sostiene tra l'altro che il prezzo giusto sarebbe 18 centesimi per canzone. Riguardo ai prezzi delle alternative legali:
"At Pressplay, a music site backed by Sony and Universal Music Group, users pay $10 a month for unlimited downloads and streaming from its online catalog. "Portable downloads," which can be played on multiple devices, cost between 80 cents and $1.20 each, depending on the number purchased.

Listen.com charges $10 a month for unlimited access to its music collection, plus another $1 for each track burned to a CD.

MusicNet, created by Warner Music Group, BMG Entertainment and EMI Recorded Music, has a somewhat different model. Subscribers who access the service through RealNetworks pay $5 to download up to 100 songs per month."
E ancora non ci siamo.


giovedì 1 maggio 2003
 
Il weblog come strumento di autodifesa

Robert Scoble nota:
"The world has changed. Andrew over at the Register has attacked Joi. Now Joi answers back. What changed here? Well, in the old world, Joi would have had to convince a newspaper to run his letter to the editor and we would never have seen a conversation like this one happen. Today I trust Joi even more than I did before today."
I giornalisti da strapazzo hanno sempre usato impunemente del loro piccolo potere, e a ragione si sentono minacciati dai weblogs.

Quando morì mio padre, un "giornalista" del foglio locale si presentò improvvisamente a casa nostra per intervistarci. Mia sorella lo fece entrare perchè non aveva capito, ma appena disse chi era e cominciò a fare domande curiosando in giro, io lo invitai fermamente ma gentilmente a uscire. Lui non mi rispondeva, non si scusava, ma continuava a fare domande, lo stronzo.

Naturalmente il giorno dopo l'articolo uscì lo stesso, di fantasia, ma con l'ora e la chiesa del funerale accuratamente sbagliati.


 
Apple Music Store

Tom Matrullo, elegante come al solito ma stavolta incazzatissimo, ne dice:
"The selfsame corporations that have been making war on us for years, strangling every effort to just hear the uncommon thing, now wish to charge us $1 per song.

For bits?

Bits?????"
Ripeto: se una cosa simile l'avesse fatta Microsoft, sarebbe successo il finimondo.


mercoledì 30 aprile 2003
 
Il sito delle Serate Musicali

Sono più di vent'anni che sono abbonato alla stagione dei concerti del Conservatorio di Milano, organizzati dalle Serate Musicali e dal mitico Hans Fazzari. Posso quindi a ben ragione dire di essere un cliente affezionato.

E quindi mi perdonerai se ti dico che il loro sito grida vendetta agli occhi del Signore. Come è possibile presentarsi su Internet in modo così amatoriale? Come è possibile buttare via così stupidamente questa occasione di contatto con il proprio pubblico? Non ci posso credere.

Se io fossi il Signor Serate Musicali, il mio sito per lo meno
  1. farebbe a meno della pagina di copertina;
  2. la pagina principale sarebbe un blog dove tenere costantemente aggiornati i miei abbonati sui cambiamenti dell'ultima ora;
  3. sempre in forma di blog, il programma di sala sarebbe disponibile dalla settimana prima di ogni concerto; non mancherebbero i link alle biografie di compositori e artisti, agli spartiti e a quant'altro (qualche mp3?);
  4. una sezione commenti permetterebbe di leggere le recensioni ai concerti appena avvenuti, con la possibilità per tutti di commentare.
Cercherei insomma di agevolare lo scambio di idee e fornirei gli strumenti per costruire un poco di comunità attorno all'evento. Ma come obbiettivo minimo LO MANTERREI AGGIORNATO, per la miseria!

Trovo pazzesco che con tutta la gente colta, preparata, entusiasta e disponibile che frequenta il Conservatorio, tu debba leggere le recensioni scritte dall'ultimo dei deficienti, cioè le mie. Non c'è più di religione.


 
Niente blog dal telefonino

Orrore! Il browser di Windows Pocket PC non è supportato da Blogger!

meno male, una spesa in meno...


 
La SIAE risponde

Apprendo in questo momento dal gentilissimo Sapo Matteucci, Responsabile Ufficio per le Relazioni con il Pubblico SIAE, che
"nel 2001 la SIAE ha incassato per diritti musicali oltre 409 milioni di euro [quindi circa quattro quinti del suo bilancio - G.] con una provvigione media (il costo per i servizi di riscossione e ripartizione agli autori, editori, e aventi diritto) del 15% [mi pare una provvigione onesta - G.]. La SIAE non tutela i diritti connessi, quelli dei produttori discografici e degli artisti – interpreti."
Ma se non capisco male, alcuni produttori e case discografiche (molti? tutti?) sono anche titolari dei diritti, a seconda del contratto che hanno firmato con l'autore. Almeno negli Stati Uniti è così. E in Italia? C'è qualcuno che sa qualcosa e mi può illuminare?


martedì 29 aprile 2003
 
Europa Philarmonie e Sa Chen

Ti avevo già parlato entusiasticamente di questa splendida orchestra, tornata ieri al Conservatorio di Milano con la pianista Sa Chen (una delle vincitrici al Concorso Chopin di Varsavia del 2000: mia madre era andata a sentire e ne diceva meraviglie) con questo programma:
Serghei Rachmaninov
Concerto n. 2 in do minore op. 18

Johannes Brahms
Sinfonia n. 1 op. 68 in do minore
Dicono che Rachmaninov avesse scritto il Concerto n. 2 con il preciso scopo di farne un successo. Ma un genio è un genio, anche quando vuole piacere al pubblico. Se piace troppo, è subcultura? Io penso di no. E quindi mi sono lasciato trasportare, mi sono fatto prendere totalmente da quell'attacco da brivido, con il pianoforte da solo che scandisce note gravi e maestose. L'interpretazione di Sa Chen mi è parsa bella, vera, molto diretta e per niente artificiosa o forzata.

Sa Chen, classe 1979

L'unico neo è stato nel finale, troppo sbilanciato a favore dei fiati in fortissimo che coprivano a tratti anche il pianoforte. D'altra parte io sono in quinta fila, settore centrale, di fronte ai violini, e per una orchestra di queste dimensioni credo si cominci ad ascoltare bene dalla fila venti in su.

Sa Chen ha poi bissato da sola con una Sonata di Scarlatti.

La Sinfonia di Brahms è di tono molto Beethoveniano ("Anche un asino se ne accorgerebbe subito" diceva il Maestro a chi glielo faceva notare), anche se a tratti la frase Brahmsiana salta fuori. Musica complessa, furiosa a volte, che occorre sentire e risentire per apprezzare pienamente. Il programma originale la prevedeva per prima, seguita da Rachmaninov, e credo sarebbe stato più logico. Ma poi gli inservienti hanno apparecchiato il pianoforte da subito, e forse per non sparecchiare di nuovo si è deciso di invertire l'ordine. Peccato.

Stasera torno a risentirli, ma al Dal Verme dove ho un posto più indietro. Suonano la sinfonia n. 2 in mi minore op. 27 di Rachmaninov, e poi il Concerto n. 1 in si bemolle minore op. 23 di Ciaikowsky con il pianista Yevgeni Sudbin. Poi ti racconto.


 
Il vantaggio di essere piccoletti

Leggendo l'intelligente recensione di Paolo al nuovo Apple Music Store (positiva nel tono, negativa nella sostanza), mi viene da pensare che essere piccoli ha un bel vantaggio: che tutti stanno dalla tua parte.

Pensa se una cosa simile l'avesse fatta la Microsoft. Apriti cielo.


 
La SIAE: Ufficio Relazioni con il Pubblico

La SIAE non mi ha ancora risposto, e sono passate ventiquattrore. La casella urp@siae.it non ha neanche un risponditore automatico che ti dica il solito grazie ma non possiamo rispondere a tutti: forse non sono così oberati di posta. Forse non è loro compito rispondere? Ecco cosa trovi sulla loro pagina:
L’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico rappresenta il più immediato punto di contatto tra la SIAE e gli associati, gli utilizzatori e gli utenti in genere, e, grazie a questa sua caratteristica, si pone un duplice obiettivo: da un lato quello di semplificare e rendere maggiormente funzionale questa comunicazione reciproca, offrendo anche un clima di cordialità e disponibilità, dall’altro quello di facilitare la conoscenza dei punti critici rilevati e delle proposte avanzate dall’utenza.
Ripeto la domanda: vorrei sapere come viene divisa la torta. E' possibile?


lunedì 28 aprile 2003
 
Licenze

Se guardi in fondo a questa pagina, scopri che questo sito accetta anche le scopiazzature, purchè si citi la fonte. D'altronde non vedo come potresti fare a meno di giustificarti e dire: "Ahia, non sono stato io! L'ho copiato da Gaspar, prenditela con lui!".


domenica 27 aprile 2003
 
La SIAE

Stimolato dalla lettura di Massimo prima, e Paolo poi, sono andato a curiosare sul sito della SIAE, cercando di capire quanto degli incassi va agli autori e quanto alle case discografiche.

Vedi, io mi ero fatto questa idea ingenua che una tangente SIAE sui CD vergini fosse una buona cosa, perchè (pensavo) andava direttamente nelle tasche dell'autore, che notoriamente è quello che ci guadagna meno. Ma Mantellini dice:
"In realta' molti di questi soldi ricaricati su tutti i supporti di registrazione, finiranno direttamente nelle tasche degli editori discografici."
Prima di tutto, nella pagina sulla copia privata del sito SIAE, scopro a chi vanno i soldi:
"La legge intende compensare il mancato guadagno causato dalla pratica diffusa di fare le proprie "compilation" a casa propria, che sostituiscono spesso l’acquisto di un CD oppure di una cassetta audio o video.

I compensi di copia privata sono quindi previsti a beneficio di:

  • autori e produttori di fonogrammi;
  • produttori originari di opere audiovisive;
  • produttori di videogrammi;
  • artisti interpreti o esecutori delle performance riprodotte su fonogrammi, videogrammi ed opere audiovisive."
Un sacco di gente! Ma per la musica? La SIAE paga le case discografiche o gli autori? Allora, la FAQ sulla musica del sito SIAE conferma che (il cosivo è mio):
"Le case discografiche, cioè le aziende produttrici di supporti audio nei diversi formati, sono, dal punto di vista del diritto d'autore, utilizzatori di opere musicali a scopo commerciale, mediante la loro incisione, riproduzione e messa in commercio. Perciò, il produttore discografico deve corrispondere alla SIAE le royalties che spettano agli autori ed editori delle opere riprodotte ed è tenuto ad applicare il contrassegno SIAE sugli esemplari prodotti.

Diverso è il ruolo dell'editore musicale che, come proprietario dell'opera in base ai contratti stipulati con gli autori, è uno dei titolari dei diritti e riceve, quindi, le royalties incassate per lo sfruttamento delle opere. L'editore musicale deve essere, comunque, associato alla SIAE (o da essa rappresentato) per poter usufruire del servizio di incasso e distribuzione delle royalties svolto dalla Società."
Bene, questo mi conferma quanto diceva Mantellini, ovvero che la SIAE paga sia i singoli autori che le case discografiche. Ma in che proporzione?

Una prima indicazione la cerco sui dati di vendita che però si riferiscono al 2001 e che parlano solo di contratti stipulati dalla SIAE, e quindi non di copie vendute o di royalties in denaro. Ma comunque, per quanto riguarda i contratti per i CD "tutelati" dalla SIAE, 38.952 sono "contratti generali industria", mentre 10.722 sono "contratti opera per opera" (quattro a uno per l'industria).

Mi immagino che i contratti industriali siano molto più grassi rispetto ai contratti "opera per opera" e ne deduco che, in soldi, quel quattro a uno potrebbe tranquillamente diventare un quaranta a uno.

Leggo poi che la SIAE è retta da un Commissario Straordinario e che il suo incarico è stato prorogato fino a Giugno: e che in tre anni da un passivo di 57 miliardi di lire si è passati a un attivo di 2.755.000 Euro e che nel 2001 il fatturato è stato di 500 milioni di Euro. Meno male, ecco qualche cifra. Ma ripeto la domanda: "quanti di questi soldi sono andati agli autori?". Siccome non sono riuscito a trovare risposta sul sito, ho deciso di scrivere all'ufficio di relazioni con il pubblico, visto che hanno una mail:
Spettabile SIAE,

apprezzo molto il fatto che una parte di quanto spendo in CD possa andare direttamente agli autori tramite la SIAE, ma non sono riuscito a capire quanto esattamente. Dal vostro sito sono riuscito a capire che il vostro bilancio annuale si aggira attorno ai 500 milioni di Euro, e che siete in leggero attivo.

Suppongo che avete i dati relativi agli anni scorsi e quindi mi permetto quindi di domandarvelo direttamente: Quanto percepisce la SIAE per diritti musicali? Quanto percepiscono dalla SIAE gli autori di brani musicali? Quanto le case discografiche?

Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrete dedicare a questa mia. Per ulteriori approfondimenti, potete consultare i seguenti weblogs:
http://www.mantellini.it/prossimo.htm
http://paolo.evectors.it/italian/2003/04/27.html
http://www.gaspartorriero.it/html/blogarchive/2003_04_27_archive.html#200206119

Cordialmente,
Gaspar Torriero
Se poi mi rispondono, ti faccio sapere.