Gaspar
It's more complicated than that
sabato 4 ottobre 2003
 
Weblogs in Presidential Politics

Interessante dibattito a BloggerCon con i responsabili dei blog dei candidati democratici alle elezioni presidenziali americane. Ridotti i pixel del video, l'audio funzionava molto bene.

Con il loro blog, i candidati fanno fund-raising con un certo successo. Forte obiezione: ma quei soldi poi li spendono in televisione! Perché non sul web? Perché il web non conta nulla, e i blog meno ancora. Bush spenderà $200.000.000 in televisione per le primarie del partito, dove non ha oppositori.

E perché i candidati non bloggano di persona? Perché non hanno tempo. Balle! La scusa "non ho tempo" non ha mai funzionato: se ti rompi una gamba, il tempo per andare in pronto soccorso lo trovi o no? Piuttosto ammettete che è una questione di priorità. Il fatto è che la gente si aspetta che loro bloggino sul loro blog, appunto.


 
BloggerCon

E' online il webcast della conferenza, ma non funziona molto bene. Spero sia possibile scaricarsela in un secondo tempo.


 
Old blogrolls have become a pain in the ass

Leggendo questo post di Doc Searls, pensavo che anch'io sottoscrivo molti più feed nel mio aggregatore di quanti ne linki nel mio blog.

Non è solo pigrizia, ma aggiungere un feed all'aggregatore è molto più semplice che aggiungere un link al blog. E questo mi dispiace, perchè aggiungere un feed è anche un segno di stima nei confronti del blog aggiunto e mi piacerebbe che il messaggio fosse pubblico.

Ma d'altra parte non posso più rinunciare alla comodità di uno strumento che mi propone tutti gli aggiornamenti in una sola pagina. Invece i link vanno esplorati uno a uno, e semplicemente non ho tempo.

La soluzione Splinder del bottone è interessante ma limitata al mondo Splinder, e come il mio feed, non appare sul blog e quindi non mi risolve il problema del segno di stima. Neanche la pubblicazione delle mie sottoscrizioni come file OPML mi tira su il morale.

A suo tempo mi ero iscritto al sito di blogrolling.com, ma non l'ho mai sfruttato: se uso il loro blogroll devo rinunciare a dare un titolo ai miei link, e non voglio (a meno che adesso la cosa si possa fare).

L'idea che mi è venuta in mente oggi,e mi sia di scusa il fortissimo raffreddore e tutte le medicine che ho preso, incluso il bicchierone raso di latte e cognac (ma il latte era finito) di ieri sera, l'idea era di mettere vicino a ogni link una piccola barretta che mi segnali in automatico la data dell'ultimo aggiornamento, tipo così:
Le domande che ti faccio allora sono queste:
  1. Ho avuto una bella idea o concorro anch'io al premio?
  2. Esiste già una cosa come la voglio io oppure no?
  3. Se non esiste, si può fare o è impossibile?
  4. Se si può fare, sei capace o no?
  5. Se sei capace, vuoi farla e provare al mondo la tua bravura, oltre a meritare la mia stima incondizionata, oppure non te ne può fregar di meno?
Fammi sapere, così, per curiosità.



venerdì 3 ottobre 2003
 
La fiera dei depressi

Nei commenti a questo post, Sergio racconta lo SMAU da dentro. Anche le immagini televisive non nascondevano il deserto.


giovedì 2 ottobre 2003
 
Virgilio Blog

Interrompiamo la trasmissione per segnalare un preoccupante aumento nel numero di persone che si è bevuta il cervello: ad esempio gli ideatori della chiave unica di Virgilio, che accedono così alle semifinali del concorso "Il più idiota dell'Universo".

Francamente, spero ancora che la richiesta di autenticazione per la lettura del blog di Luca (che ancora non riesco a vedere nonostante io sia abbonato a TIN) sia un errore tecnico passeggero.

Aggiornamento:
Peccato: i ragazzi di Virgilio sono stati clamorosamente squalificati dalla giuria del premio "Il più idiota dell'Universo" quando hanno ammesso (vedi i commenti) che no, non avevano fatto apposta, si era trattato di un errore tecnico. Coraggio, andrà meglio la prossima volta!


 
Speciale Blog

Volevo parlarti dello "Speciale Blog" di Internet News, ma l'ha già fatto b.Georg. Ti dico solo che Sergio Maistrello ha confezionato un dossier intelligente (unica caduta di stile: la mia foto), dando ampio spazio a un Giuseppe Granieri in grandissima forma. Da far leggere a tutti quelli che ti chiedono "ma cos'è questo plog di cui si sente parlare?".


 
Andras Schiff a Milano

Lunedì sera era il mio primo concerto della nuova stagione del Conservatorio di Milano, con Andras Schiff e le Variazioni Goldberg.

Avevamo appositamente telefonato prima alle Serate Musicali chiedendo che gentilmente ci facessero trovare all'ingresso i nostri abbonamenti, per non doverci andare apposta; ci avevano dato ampie assicurazioni: "troverà un banchetto di fianco alla biglietteria".

Ma non avevamo fatto i conti con l'affluenza: una straordinaria folla assediava il Conservatorio, e nessuno aveva il biglietto. Non ho capito molto bene, ma pare che anche chi aveva pagato in anticipo aveva in mano solo una ricevuta, da cambiare con il biglietto vero che non si era potuto stampare in tempo: insomma un bel casino.

Una lieve disorganizzazione serpeggiava nell'aria, con forti note di isterismo sia da parte della gente in fila che del personale sotto assedio. C'era infatti il banchetto, con una lunghissima fila, alla fine della quale scoprivo che la fila giusta era quella della biglietteria, con una fila ancor più lunga. Mi intrufolo e chiedo "E' qui che devo ritirare l'abbonamento?". Mi risponde la signorina: "Ah mi dispiace, l'ho dimenticato sul tavolo in ufficio!". Sono riuscito a non svenire e a farmi dare tre biglietti omaggio, per la serie "adesso entro così, poi per l'abbonamento vedremo".

I programmi di sala erano esauriti. Il concerto è poi cominciato alle nove e mezza: la gente in piedi non può stare, su questo i pompieri sono inflessibili. Quindi li hanno sistemati piano piano in tutti i buchi possibili, incluso il palco del coro e dell'orchestra.

Andras Schiff saluta a fine concerto


Guardare la musica è completamente diverso dall'ascoltarla. Sono rimasto totalmente affascinato dalla maestria tecnica, dall'agilità, dai continui incroci tra destra e sinistra, dalla velocità vertiginosa ma sempre leggera. In qualche modo mi è sembrato che Schiff non si tirasse indietro davanti alla difficoltà di una musica considerata inesesguibile, anzi la prendesse di petto senza risparmio.

Come sempre, dall'interpretazione di Schiff emerge un Bach intellettuale e un Bach mistico, più che umanista. Il tono generale è la delicatezza, la finezza espressiva. Mi sembra una interpretazione possibile, ma non certo l'unica. A me piace molto anche il Bach sanguigno e appassionato, quello che non aveva paura di affrontare a bastonate un orchestrale riottoso. La sua musica è troppo profonda e complessa per esaurirsi in una sola possibilità interpretativa, e questo è un tratto comune a tutte le opere immortali.

Sarebbe stato bello se il concerto fosse finito con un lungo silenzio ma sull'ultima nota del Da Capo, un uragano di applausi è scrosciato a liberare il pubblico da settanta minuti di immobile attenzione.


mercoledì 1 ottobre 2003
 
Ultimo tango?

Leggo su Ananova che l'organo di controllo della pubblicità in Russia ha fatto ritirare questo poster perchè immorale:


Chi l'ha ideato dichiarava intenzioni innocenti ("il ballo delle monete"), che però non sono state capite (via BoingBoing).


martedì 30 settembre 2003
 
Dice Amedeo

Amedeo sa di cosa parla quando parla di corrente. Tu mi scuserai se io tengo le sue opinioni in proposito nella più alta considerazione.

Programmazione
Dice Amedeo che la corrente si programma e si prevede a livello nazionale. Ma se le centrali sono in mano ai privati, che magari le chiudono o le mettono in manutenzione in base a puri calcoli economici, senza coordinarsi tra di loro, succede il casino. Manca una autorità centrale con poteri di programmazione.

La Francia
Dice Amedeo che la Francia ci da la corrente a bassissimo prezzo: ma solo la notte, quando non la vuole nessuno e loro devono produrla lo stesso. Noi la usavamo per pompare l'acqua su alle dighe e produrci energia la mattina dopo, facendola riscendere (70% di perdita di efficienza). Di giorno i francesi non ce la danno, che serve a loro. La Francia non è la soluzione, e non bisogna fare paragoni con i loro prezzi notturni.

La produzione non basta
Dice Amedeo che la capacità produttiva teorica italiana è troppo vicina ai bisogni reali. Questo significa per esempio che non possiamo ammodernare le centrali esistenti (a parte i costi): se le mettiamo in manutenzione, non ce ne sono altre pronte a subentrare. Bel casino. Un paese normale dovrebbe avere almeno il 30% di sovraproduzione reale per dirsi autonomo.

Il combustibile
Dice Amedeo che troppe centrali in italia funzionano a gas, che è un combustibile troppo nobile (da consumo nelle case) per sprecarlo in una centrale che potrebbe andare a carbone o petrolio pesante, centralizzando l'abbattimento dei fumi e il filtraggio degli scarichi.

L'effetto Tatò
Dice Amedeo che Tatò, quando ha preso l'ENEL, per prima cosa ha mandato in pensione tutti quelli con esperienza, e che i risultati si vedono adesso. Gente che le cabine le avevano magari costruite loro e che quando c'era un guasto sapevano esattamente dove era successo e dove mettere le mani, prima ancora che glielo dicessero. Un enorme patrimonio di conoscenze buttato al vento in pochi mesi.

L'effetto domino
Dice Amedeo che l'effetto domino non esiste, se lo sono inventato i giornali (ma no, ma dai?). Esistono i guasti, e gli incapaci che non sanno come ripararli. E però, per quanto ci pensi, Amedeo non riesce a spiegarsi come la situazione possa essere scappata di mano in maniera così spettacolare.


 
Poco tempo e molto da dire

Oggi sono in aula tutto il giorno, ma appena mi sbrigo devo raccontarti molte cose:
  • Il concerto di ieri sera, luci ed ombre.
  • L'ottimo Dossier Blog di Internet News (la rivista mi è stata gentilmente regalata al Conservatorio dal suo editor in chief Marcello Oddini, che siede una fila davanti a me).
  • La lunga conversazione con Amedeo, ex dirigente ENEL, sul perché del blackout (è colpa dell'Effetto Tatò).
Appena ho un attimo: abbi pazienza.


lunedì 29 settembre 2003
 
How Might RSS Affect Community?

Interessante post di Frank Poynter sul fatto che i feed RSS non sono perfetti:
Today we know that Robert Scoble values Ledgard's blog. We know that because of his kind words and his act of subcribing. But Scoble maintains a short list for a blog roll... seventeen bloggers. Unlike Jenny Levine, Robert Scoble doesn't publish his aggregator links. [Personal reminder... I KNOW it's his blog and he has the right to do what he wants with it, and I'm not suggesting otherwise]. Since the aggregator contents are private, the public web aspect of Scoble's blog experience is fore-shortened. Our perspective of his blog interests is limited to the 17 A-listers in his right column.
L'argomento è da approfondire. Scappo che ho il concerto.


 
Goldberg, finalmente

Ricomincia la mia stagione dei concerti: stasera Andras Schiff ci suona le Variazioni Goldberg. C'è una bella intervista della rivista Fidelio a Schiff, in cui spiega il suo rapporto con la musica di Bach:
Above all, Bach's lack of egotism—the incredible devotion and modesty. With Bach, we don't have the "image of genius" that certainly so strongly characterizes Mozart. But, people must be for sure very clear about Bach's enormous gift, his uniqueness. For me, Bach is a very religious man, in the best sense of the word: a man who considers the composing of music as a mission, as a duty. The quality that comes forth in his work is truly astounding; he writes his compositions day-in and day-out, and yet, they don't seem labored. Bach's music radiates this purity: purity in the polyphony, as well as clarity and transparency of the entire composition, whereby, each voice, each note is important. In Bach, nothing is subordinate.

This is otherwise an aesthetical principle in art for me. I'm mainly thinking here about economy—that one not write as many notes as possible. In this respect, composers such as Liszt and Berlioz fail completely: because, first of all, they have nothing to do with Bach; and second, they lack the modesty, as well as the economy and discipline. I could remove half of a gloss by Liszt and the piece wouldn't suffer. You can't remove one note from a Bach fugue!
Esiste addirittura il sito dei maniaci delle Variazioni Goldberg: tutto quello che avresti voluto sapere, e molto di più.

Un assaggio: Murray Perahia, Aria (3,18MB)


domenica 28 settembre 2003
 
"Tutti devono capire"

Al TG2 tutti a spiegare che bisogna costruire nuove centrali, che non bisogna presentare 600 emendamenti, che senza nuove centrali rischiamo il ripetersi...

Ma non sarà questo il motivo per cui certe cose succedono, e quando succedono vengono così pompate mediaticamente?


 
Si è spento il cervello

Se io son desto, o se sogno alcuno vituperio. Ricevo sul cellulare il seguente messaggio:
Black out: protezione civile invita a non usare auto non recarsi nelle stazioni. Miglioramento in giornata. Per informazioni ascoltare la radio.

Da: TIM 11:25 28-SET-03
Alle undici e venticinque? Dopo tre ore e mezza che è tornata la luce? Ma chi è l'idiota delirante che ha avuto questa bella pensata? Beppe, spiegami per favore quale complotto c'è sotto, che non posso credere sia solo stupidità.