Gaspar
It's more complicated than that
sabato 25 ottobre 2003
 
Flight to India

L'articolo ripubblicato da Community of Minds e apparso originalmente su The Guardian comincia bellicosamente:
"If you live in a rich nation in the English-speaking world, and most of your work involves a computer or a telephone, don't expect to have a job in five years' time. Almost every large company which relies upon remote transactions is starting to dump its workers and hire a cheaper labor force overseas."
Gli impieghi nei servizi, quelli che dovevano compensare la perdita di impieghi nella produzione, vengono esportati in India dove costano un decimo rispetto a Stati Uniti o Inghilterra. E una società di supporto tecnico di Bangalore che cercava 800 addetti ha potuto scegliere tra 87.000 richieste di impiego.

Alcune società di consulenza predicono che l'inghilterra nei prossimi cinque anni perderà almeno 30.000 impieghi dirigenziali nei settori finanziari e assicurativi, tutti a favore dell'India. Gli stati Uniti prevedono di perdere 3,3 milioni di colletti bianchi da ora al 2015, la maggior parte a favore dell'India.

In tutto ciò l'articolo vede in azione una ironica legge del contrappasso:
"Britain's industrialization was secured by destroying the manufacturing capacity of India. In 1699, the British government banned the import of woolen cloth from Ireland, and in 1700 the import of cotton cloth (or calico) from India. Both products were forbidden because they were superior to our own. As the industrial revolution was built on the textiles industry, we could not have achieved our global economic dominance if we had let them in. Throughout the late 18th and 19th centuries, India was forced to supply raw materials to Britain's manufacturers, but forbidden to produce competing finished products. We are rich because the Indians are poor."


 
LA CACCIA

Si dice che il blogger debba andare
a caccia dei suoi contenuti.
E si afferma altresì che le sue prede
debbono corrispondere a ciò che avviene nel mondo,
anzi a quel che sarebbe un mondo che fosse migliore.

Ma nel mondo peggiore si può impallinare
qualche altro cacciatore oppure un pollo
di batteria fuggito dalla gabbia.
Quanto al migliore non ci sarà bisogno
di bloggers. Ruspanti saremo tutti.

(Eugenio Montale, Diario del '72)


 
Il concerto di Barrueco

Del programma ti ho già detto qui sotto. C'era anche Gonio, che di persona mi è sembrato molto meno caustico di come appaia a blog (ma la musica barocca ha questo effetto calmante).

Le prime note della chitarra di Barrueco quasi si perdevano nella vasta sala del Dal Verme, e c'è voluto un poco per abituarsi. Ma i primi due brani di Scarlatti sono celeberrimi, e il pubblico è rimasto immediatamente ipnotizzato. La Sonata K 27 aveva dei passaggi di una difficoltà delirante, ma tutto Scarlatti è stato eseguito con grazia leggera.

Della Sonata 1005 di Bach per violino solo, io posseggo l'esecuzione di Nathan Milstein, stupenda. Ma la versione per chitarra mi ha sorpreso per la dolcezza e scorrevolezza dei passaggi polifonici, là dove il violino fatica e arranca e deve prendere un tempo più lento per riuscire a eseguire tutte le note. Ma non voglio dire che per chitarra sia più facile, che Barrueco ci mette del suo a far sembrare tutto facile e naturale.

Il brano di Rodrigo "spagnoleggiava" con un grande lavoro della mano destra, e Piazzolla mi è piaciuto come sempre. Di bis un brano di sapore brasiliano ("Odeon" di Ernesto Nazareth) e poi lo struggente "Invierno Porteño" di Piazzolla, che avevamo sentito dalla Kremerata Baltica nelle "Quattro Stagioni di Buenos Aires".

Tantissimi giovani entusiasti in platea. Una intera classe di chitarra con maestro sedeva davanti a me. I ragazzini si davano di gomito e si scambiavano occhiate significative nei passaggi più virtuosistici.

Comunque il Dal Verme è troppo grande per la musica classica. In fondo e sui palchi molti posti vuoti testimoniavano che Milano non è tra le capitali culturali d'Europa.


giovedì 23 ottobre 2003
 
Google come Gutenberg?

Wayne Rosing, VP of Engineering di Google, in una intervista:
"We're going to have the vast majority of high-quality, permanent, high-value, human knowledge available to everyone, from many places, in multiple forms.

And that's fundamentally going to change humanity in as big a way as the printed word did—when it became inexpensive to replicate the printed word."
A me pare sia esattamente quello che sta accadendo. Pensieri che fanno girare la testa (segnalato da Ev).


martedì 21 ottobre 2003
 
Manuel Barrueco al Dal Verme

Il chitarrista Manuel Barrueco sarà al Dal Verme di Milano venerdì prossimo alle 21.00 con questo programma:

D.SCARLATTI
Sonata in mi magg.K.380
Sonata in mi magg.K.474
Sonata in sol magg.K.14
Sonata in mi min.K.11
Sonata in si min.K.27

J.S.BACH
Sonata in do magg.BWV 1005

J.RODRIGO
Invocation et Danse "Hommage a Manuel de Falla"

A.PIAZZOLLA
Campero
Romàntico
Acentuado
Tristòn
Compare

Ebe e Amedeo non ci saranno e gentilmente mi hanno lasciato i loro due biglietti, che molto volentieri offro ai primi due blogger che faranno richiesta.


 
Shumann-Abend con Alexander Lonquich

Ieri sera al conservatorio di Milano c'era Alexander Lonquich con questo programma:
Robert Shumann

Papillons op.2
Davidsbündlertänze op. 6
Kreisleriana op. 16
Lonquich è un grande pianista, e il concerto è stato molto bello. I tre brani presentati erano tutti all'insegna del frammento breve. Acerbo forse il primo, stupendo il secondo con l'alternarsi di Eusebio il sognatore e Florestano l'appassionato.

La Kreisleriana è per me legata per sempre al ricordo del concerto di Vladimir Horowithz a San Pietroburgo del 27 aprile 1986, dove aveva suonato:
Scarlatti: Sonata in B minor, K.87
Scarlatti: Sonata in E major, K.380
Scarlatti: Sonata in E major, K.135
Schumann: Kreisleriana, Op.16
Scriabin: Etude in C-sharp minor, Op.2 No.1
Scriabin: Etude in D-sharp minor, Op.8 No.12

Schubert: Impromptu in B-flat major, Op.142 No.3
Rachmaninoff: Prelude in G major, Op.32 No.5
Rachmaninoff: Prelude in G-sharp minor, Op.32 No.12
Liszt: Soirée de Vienne No.6 (after Schubert)
Liszt: Sonetto 104 del Petrarca
Chopin: Mazurka in A minor, Op.17 No.4
Chopin: Mazurka in F minor, Op.7 No.3
Chopin: Polonaise in A-flat major, Op.53

Bis:
Schumann: Träumerei, Op.15 No.7
Moszkowski: Etincelles, Op.36 No.6
Rachmaninoff: Polka de W.R.
La versione di Lonquich io la definirei "La Kreisleriana dell'iquietudine", con i tempi veloci molto nervosi e inquieti, mai troppo appoggiati al ritmo, e i tempi lenti assai dilatati e rarefatti.

Bis ancora con Shumann/Horowitz: Intermezzo dal Carnevale di Vienna e Träumerei dalle Kinderszenen, lentissimo e meditabondo.


domenica 19 ottobre 2003
 
THC THG: Positivi 350 atleti USA

Questa mi sembra una notizia enorme, che mette in dubbio lo svolgimento delle prossime olimpiadi:
"The presence of a new designer anabolic steroid has been found in the samples of 350 athletes taken during the US Championships in June, making it the biggest drugs-bust in athletics history."
Praticamente tutti gli atleti americani si dopano con un anabolizzante che sfuggiva ai vecchi controlli, e ora è anche possibile eseguire nuovi controlli sulle vechie urine. Ero io distratto o la notizia non è stata ripresa da nessuno? Carlo, che se ne dice dalle tue parti?


 
Industria discografica a gonfie vele

Un conto sono le chiacchere sui pirati di Kazaa, sugli scaricatori di MP3 e sulle presunte vendite perse, e un conto sono i fatti. Copio dal sito della FIMI i dati sulle vendite di CD in Italia nel 2002:
Globalmente il fatturato del 2002 è stato di 340 milioni di euro contro i 338 dello scorso anno. Un incremento di soli 2 milioni di euro.

Il cd album, la fetta più importante del mercato, cresce del 17,58% a unità e del 6,52% a valore.

Forte contrazione nel segmento che racchiude generalmente le novità che cala del 9,00% a valore e del 5,62% a unità, confermando un andamento negativo già evidenziato nel primo semestre, mentre guadagna il cosiddetto catalogo medio prezzo con una crescita del 64,21% a valore e del 71,74% a unità.

Continua la caduta dei singoli che calano del 17,75% a unità e dell‘ 15,99% a valore.

Crescono le compilation sia italiane che internazionali che rappresentano, complessivamente, il 12% del mercato contro il 7% dello scorso anno.

Il repertorio italiano ottiene una nuova forte affermazione, già evidenziata nel primo semestre. La musica italiana rappresenta il 46% del totale contro il 48% dell‘internazionale.

Inversione di tendenza per il repertorio classico con un incremento a unità dell‘ 75,97% e del 13,85% a valore, e ciò dopo quattro anni di calo costante. Oggi la musica classica rappresenta il 6% del mercato.
Le case discografiche nel mondo si lamentano ma a me questi dati parlano di grande successo, specialmente se consideri che tutta l'economia è in crisi.

Significativo il calo delle novita, che interessano sempre meno, e l'allargamento del catalogo: sono forti segnali per chi cerca di lanciare la prossima Britney Spears. Che stia finendo la monocultura?

Il catalogo a medio prezzo cresce del 64%. Abbassando i prezzi aumentano le vendite! Stupefacente.