Gaspar
It's more complicated than that
venerdì 13 ottobre 2006
 
Blogs, splogs e flogs

Peccato che oggi sono in Lussemburgo. Mi sarebbe piaciuto chiedere a Edelman del fake blog che hanno messo in piedi per Wal Mart.

E' l'unico o ce ne sono in giro altri? E in Italia?


giovedì 12 ottobre 2006
 
Sviluppatore siti web cercasi

Una mia amica grafica cerca, tra Como e Milano, uno sviluppatore di siti web a cui affidare alcuni progetti in Flash. Se ti interessa, lascia la mail nei commenti che ti passo il contatto.



 
Patrocinio Barcamp Torino



Il Barcamp Torino si tiene sotto il mio alto patrocinio. All'arrivo, tra due ali di folla plaudente, stringerò mani e alzerò in braccio i vostri bambini. Cercate di tenerli puliti e di fargliela fare prima.
[via Totanus]




 
Una bella classifica a casaccio

Da una conversazione con Diego Bianchi (che ha appena finito di fare Excite Mix):
- mo la faccio io na bella classifica a casaccio
- che ne dici di "Top of the Frogs"
- i cento blog più influenti della marana!
- al primo posto, travicello.splinder.com
Chi sono gli altri?


 
48: Il Marchio che Parla

Prendo spunto da questo post di Marlenek per chiarire che non ho nulla contro le aziende che tentano di aprire dialoghi nuovi con i loro clienti, anzi.

Il mio punto è che lo strumento-blog richiede il coinvolgimento personale di una persona che blogghi, appunto, in prima persona (bella questa, eh?); e che questa persona non è e non può essere "il marchio".

Esempi: Desmoblog senza la faccia (credibilità, passione, impegno) di Federico Minoli non vale i bit su cui è scritto; Robert Scoble è stato la faccia di Microsoft in internet finché ha lavorato per loro, ma continuo a seguirlo anche dopo che li ha mollati perché a me interessa la vita di Robert, non il marchio che gli pagava lo stipendio.

Dire che tramite il blog un marchio può avere una conversazione con me è, a mio modesto parere, una str...anezza colossale; oppure, nella migliore delle ipotesi, un modo assai distorto di vedere la realtà dei rapporti umani.



mercoledì 11 ottobre 2006
 
Quando il costo e la difficoltà tendono allo zero

Da Hugh Macleod trovo questa citazione di Clay Shirky che c'entra molto con quello che andiamo vedendo e dicendo negli ultimi giorni:
"So forget about blogs and bloggers and blogging and focus on this -- the cost and difficulty of publishing absolutely anything, by anyone, into a global medium, just got a whole lot lower. And the effects of that increased pool of potential producers is going to be vast."
Amen!



martedì 10 ottobre 2006
 
Top of the fools

Quando leggo da Steve Rubel che una delle conclusioni che i pierre traggono dal famoso survey è che "Brands have a big opportunity to become part of the conversation", rimango davvero esterrefatto (baffled, miffled, nonplussed e pure flabbergasted).

I marchi che vogliono diventare parte della conversazione? Ho capito giusto? E se dei marchi non ce ne potesse fregare di meno, putacaso? E se fossimo invece interessati alle persone, alle idee, ai fatti?

Chi vuole conversare con un marchio, per favore alzi la mano.

Per quanto riguarda la metodologia di quello che verrà da ora in poi spacciato come lo studio più approfondito e accurato delle blogosfere europee Ludo ha molto da dire, giustamente. L'ha scritto anche nei commenti, e attendo risposte esaurienti.

Davvero mi spiace molto di non poter partecipare all'incontro di venerdì, avrei molte cose da chiedere. Spero almeno che i blogger che parteciperanno non se ne staranno zitti.



lunedì 9 ottobre 2006
 
Barcamp Torino 2 dicembre 2006

Ho prenotato una sessione del barcamp Torino. Titolo:
"Blogroll, croce e delizia del blogger moderno".
Nel frattempo Totanus ne prepara una che ha il preciso scopo di impermalirmi.

Update:
Sul wiki è in corso una discussione su patrocinatori e loro ruolo. Ne commenta incisivamente Matteo. I miei due centesimi: criticare una organizzazione è molto più facile che organizzare.



domenica 8 ottobre 2006
 
Blogroll, pagerank e freeriders

I tuoi amici organizzano una cena in cui ognuno porta qualcosa. Tu non solo ti presenti a mani vuote, ma ti riempi le tasche delle cose più buone e costose che gli altri hanno portato. Dentro di te pensi "come sono furbo". Ma se non riesci a vergognarti tu da solo, si vergogneranno per te i tuoi amici. Ovviamente, non ti inviteranno più.

C'è una bella espressione inglese per le furbate che finiscono per danneggiare il furbo: "too clever by half". A me pare che l'idea di spostare il proprio blogroll su una pagina diversa da quella del blog, come proponeva Andrea Beggi, rientri in questa categoria. (Andrea: non ce l'ho con te, sei sempre una mia blogstar, ma sono in totale disaccordo con quello che dici).

Lo scopo sarebbe quello di aumentare il proprio pagerank, fornendo a Google una pagina molto linkata dall'esterno ma con pochi link in uscita (e non è neanche detto che funzioni).

Ma se la pagina del blogroll è una pagina secondaria, non linkata da nessuno, con un pagerank molto più basso rispetto a quello del blog, i link in essa contenuti valgono meno per Google: quindi contribuiranno meno al pagerank dei siti linkati.

Non mi sembra bello ricevere googlejuice da tutti, e cercare di restituirne il meno possibile. E l'economia del dono?

Mi sembra ovvio poi che se tutti coloro che linkano quel blog dalla pagina principale facessero lo stesso, il pagerank del furbone crollerebbe. Quindi è una strategia che funziona solo perché quasi nessuno la adotta.

Così come sono pochi quelli che sorpassano la colonna in corsia di emergenza, o che si presentano alla cena a mani vuote. Per fortuna.