It's more complicated than that
martedì 23 marzo 2010
 
Open Camera

Questo il riassunto delle spese 2010 della Camera dei Deputati, ricavato dai dati di Open Camera:

OpenCamera

Per quanto riguarda il settore Informatica, le due maggiori voci di spesa sono con Capgemini Italia Spa, 1.857.000 € per "assistenza agli utenti dei servizi informatici e di gestione", e con Interact Spa, 1.126.800 € per "sviluppo e manutenzione sw. support".

Ricorda che i deputati in Italia sono 630 persone.

Per chi si vuole divertire, il file (Excel 2003, 143KB) è qui.

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lunedì 22 marzo 2010
 
I mecenati degli Stati Generali di Catania

Non è da tutti spendere 230.000 € per mettere un logo di 154x22px in fondo a una pagina che non è tra le dieci più visitate in Italia (se te lo chiedevi, fanno 67,88 Euro a pixel e non è neanche linkato).

Una sponsorizzazione così generosa e significativa merita maggiore visibilità, e nel mio piccolissimo, voglio contribuire. Il munifico mecenate è la One Group Srl, nella persona di Edoardo Sanges e Simone Fazi.

La relativa discussione su Friendfeed è molto interessante e istruttiva, anche se a un certo punto è degenerata in caciara.

Resta da scoprire come mai Edoardo e Simone abbiano deciso di abbandonare per un attimo il magico mondo delle notti romane (ah, le notti romane!) e dedicarsi al finanziamento di attività culturali a Catania. Chissà se avranno voglia di raccontarcelo.

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venerdì 19 marzo 2010
 
A difesa del Social Marketing

Dice Gianluca: "Il marketing tradizionale c'ha messo 40 anni per putrefarsi, quello social dopo 4 già puzza".

Dice Delymyth: "Scusate. Questo blog e' mio, e resta mio. Per guadagnarmi da vivere, ho un lavoro. Per 66€ non mi vendo. Scrivo quello che voglio, quando voglio. Come ho fatto per sei anni e mezzo".

Il post di Elena è molto interessante, come anche il resto della discussione nei commenti e su Friendfeed.

Qual'è il succo? Pagano il blogger perché scriva del prodotto X, ma in cambio dei soldi pretendono di avere il controllo.

Un aspetto interessante della questione è che i blogger ci tengono molto a sottolineare che sono indipendenti e non guardano in faccia nessuno e non si lasciano condizionare da soldi, regali e premi: scrivono recensioni oggettive e se c'è da dire male non si tirano indietro. Io sospetto che al prodotto X non freghi assolutamente nulla del testo del post, purché ci sia un link alla pagina giusta. Google conta i link, non le opinioni pro/contro.

Un altro aspetto interessante è che queste tecniche di vendita non sono nuove, è dal 1931 che la Stanley Home Products usa le casalinghe per vendere alle loro amiche.

Si tratta di strategie nobilissime, perfettamente lecite ed efficaci, ma marginali. E se da una parte è vero che internet aumenta il cerchio degli amici, e quindi il potenziale target (aargh!), è anche vero che la reputazione, sia del venditore che del prodotto venduto è molto più soggetta a scrutinio di una volta, con tutto ciò che ne consegue.

E' per questo che la puzza, come dice Gianluca, si nota prima.

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giovedì 18 febbraio 2010
 
friendfeed.com/list/?

Incuriosito da Mafe, sono andato a dare un'occhiata ai referrers:
  • di persona
  • favorites
  • personal
  • professional
  • blogger
  • all talks
  • italia
  • blog news
  • gurus
  • alpha
  • rilevanti
  • all talks b-side
  • affinità elettive
  • amici
  • bloggers
  • comoblog
  • condominio
  • cultura digitale
  • da non perdere
  • friend by feed
  • italiano
  • quartiere
  • tutti
("sfigati", "arpie" e "troll" non ci sono: grazie Mafe :-)

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giovedì 11 febbraio 2010
 
Google Buzz: si è perso l'ambito!

Il motivo principale per cui ho spento Google Buzz è la sua incapacità di distinguere le mie diverse persone (privato, pubblico, familiare, lavorativo, amichevole) e l'esporle tutte insieme a tutti i diversi ambiti.

Di creare un indirizzo apposta per il buzz, non se ne parla neanche. Rimango con FriendFeed, in attesa di sviluppi.

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mercoledì 3 febbraio 2010
 
Gli ininfluenti della blogosfera

Una volta il lavoro di lobbying o di PR era più semplice: catturare l'orecchio e l'attenzione delle persone influenti, e far arrivare loro il messaggio.

Il lavoro si è molto complicato, oggi che ognuno può dire la sua per colpa del web. Mentre uno è lì che controlla il messaggio, gli salta fuori dal nulla un blogghettino da due soldi che invece dice tutta un'altra cosa, e tutti a leggere il blogghettino e a ignorare il costoso sito istituzionale; al facoltoso cliente che gli si racconta? Son dolori.

Capisco allora che in certi ambienti si senta ancora l'esigenza di individuare il blogger influente, nella speranza che tutto torni a funzionare come prima; ma non è più così. Per non parlare del fatto che la blogosfera è sempre più marginale rispetto alla sempre più fitta rete di relazioni che si creano sulle reti sociali.

(A margine: se tra i milioni di blog italiani analizzi quei cinquecento che leggevano Massimo Mantellini, scopri che Mantellini era molto letto: chi l'avrebbe mai detto).

E' bene ripetere ogi tanto che noi, che non abbiamo niente da vendere, non siamo qui per influenzare ma per esprimerci e per avere relazioni tra amici; e gli amici che cercano di venderti qualcosa sono quelli che perdi senza rimpianti.

E poi vale sempre il postulato del rinoceronte scorrevole:
La vera misura dell'autorevolezza è la quantità di stronzate che posso scrivere impunemente, prima che si sappia che sono un cretino.

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martedì 2 febbraio 2010
 
Le ricerche su Google, la pubblicità e la rete sociale

Avendo provato sia questa ricerca su Google che questa discussione su Friendfeed, devo dire che Friendfeed vince a mani basse: molto meno dispersivo e molto più divertente.

Se fossi Google, mi preoccuperei (ok, c'è Google social search, ma mi pare assai limitato).

A margine, vale la pena notare che tra i tanti produttori e rivenditori che spendono in Googleads e in altre pubblicità analogiche, nessuno è intervenuto nella discussione. Quasi certamente non monitorano la rete: sono troppo occupati per riuscire a dar retta ai propri clienti.

Ancora a margine, ho cercato di fare l'acquisto online sul sito di un produttore, ma sono stato ricacciato indietro prima da una serie di errori lato server, poi dal rifiuto della carta di credito (la stessa che il mio benzinaio accetta senza problemi). Mi hanno poi telefonato, ma avevo già comprato sotto casa.

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sabato 30 gennaio 2010
 
Endorsement dell'Economist

Più importante del faccione di Jobs in copertina, è lo special report di questa settimana sul social networking, A World of Connections, già segnalato da molti.

Il rapporto consiglia il web web sociale con entusiasmo, anche per le aziende grandi e piccine. Alla fine dell'introduzione, dice:
This special report will examine these issues in detail. It will argue that social networks are more robust than their critics think, though not every site will prosper, and that social-networking technologies are creating considerable benefits for the businesses that embrace them, whatever their size. Lastly, it will contend that this is just the beginning of an exciting new era of global interconnectedness that will spread ideas and innovations around the world faster than ever before.
Sono sedici pagine, adesso me le vado a leggere con calma.

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sabato 9 gennaio 2010
 
#iwasso

Vi laiko tutti: #iwasso è la cosa più simpatica e commovente che sia mai successa su friendfeed.

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venerdì 25 dicembre 2009
 
Liu Xiaobo is my hero

Liu Xiaobo è stato condannato a 11 anni di carcere per "incitamento alla sovversione del potere statale", ovvero per aver chiesto per il suo popolo quanto segue:
  1. Amending the Constitution.
  2. Separation of powers.
  3. Legislative democracy.
  4. An independent judiciary.
  5. Public control of public servants.
  6. Guarantee of human rights.
  7. Election of public officials.
  8. Rural–urban equality.
  9. Freedom of association.
  10. Freedom of assembly.
  11. Freedom of expression.
  12. Freedom of religion.
  13. Civic education.
  14. Protection of private property.
  15. Financial and tax reform.
  16. Social security.
  17. Protection of the environment.
  18. A federated republic.
  19. Truth in reconciliation.

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venerdì 18 dicembre 2009
 
Lontano da internet e da tutto

Ho trascorso le ultime settimane lontanissimo da internet, in posti con connessione sparsa, complicata o addirittura assente. Gli abitanti locali, figurarsi, non hanno mai sentito parlare del web numerato, non conoscono nessuno dei socialcosi che mi sono tanto mancati e anzi, mi guardavano come un marziano quando ne parlavo.

Non c'è da meravigliarsi: se non fai il turista, se appena ti interessi un poco alla vita di questa gente, scopri che hanno problemi molto più seri di cui disperarsi: il lavoro che si è perso, il lavoro che si sta per perdere, lo stato che intralcia e non aiuta; il tutto senza nessuna prospettiva e anzi con la paura del futuro che incombe.

Insomma, la vita non è facile oggi, in Lombardia.

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giovedì 12 novembre 2009
 
The Problem with Twitter

In Beyond Social Media, Doc Searls offre alla nostra attenzione questa tabellina:

Servizio

Open Protocol

email

SMTP POP3 IMAP MIME

blog

HTTP XML RSS Atom

podcast

RSS

instant messaging

IRC XMPP SIP/SIMPLE

twitter

--

facebook

--

friendfeed

--



Dice Doc:
"Personal and social go hand-in-hand, but the latter builds on the former.

Today in the digital world we still have very few personal tools that work only for us, are under personal control, are NEA, and are not provided as a grace of some company or other. (If you can only get it from somebody site, it ain’t personal.) That’s why I bring up email, blogging, podcasting and instant messaging. Yes, there are plenty of impersonal services involved in all of them, but those services don’t own the category. We can swap them out. They are, as the economists say, substitutable."
Come al solito, la discussione prosegue anche su friendfeed.

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venerdì 6 novembre 2009
 
Dai retta al tuo istinto

Hai presente quel formicolio dietro la nuca che senti quando ti stanno per fregare? Nel mio caso è legato a parole o frasi che fanno scattare il rivelatore a fondo scala. Me ne appunto qui alcune, in ordine sparso (se vuoi puoi contribuire).

ACME Bullshit Detector

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domenica 18 ottobre 2009
 
Se non c'è ascolto, non c'è conversazione

A pelle, non mi piace la distinzione tra conversazione collaborativa e competitiva fatta da Luca De Biase. La parte più qualificante della conversazione non è il dire, ma è l'ascoltare con attenzione, rispetto ed empatia l'interlocutore che hai davanti. Se non c'è ascolto, non c'è conversazione.

Sulla base di questa definizione, ci sono le conversazioni, e poi ci sono (scusa il tecnicismo) gli stronzi. Il bello di internet non è che elimina gli stronzi, è che non ti obbliga a seguirli.

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martedì 8 settembre 2009
 
RomagnaCamp: il mio intervento

Presentare a un barcamp appena uscito dal mare, a piedi nudi e con il costume bagnato, indossando la maglietta confusa (ho le prove)? Non ha prezzo.

Il mio intervento, dal pretenzioso titolo "Identità Anonimato Rete" è cominciato proponendo allo scarso ma sceltissimo pubblico la seguente riflessione:
Nella vita reale è normale avere identità diverse in ambiti diversi e
in luoghi diversi: familiare, lavorativo, eccetera. Queste diverse identità sono favorite dalla difficoltà di circolazione delle informazioni analogiche, che permettono di creare compartimenti stagni.

Ma in rete le informazioni circolano molto più velocemente. La rete è il “villaggio globale”, e nel villaggio globale si riproducono gli stessi meccanismi del piccolo villaggio di campagna, dove tutti conoscono tutti intimamente, e non esiste l’anonimato.

“In rete non è più possibile nascondere il fatto che sei un cretino”
Riflessione banalotta quanto vuoi, ma che ha innescato una interessante discussione tra i partecipanti, durante la quale io mi sono limitato a passare il microfono a chi voleva intervenire.

A un certo punto si è passati a parlare del famoso "rumore" delle reti sociali, come riporta Marco Traferri nel suo post e nei relativi commenti. Io ho vigorosamente sostenuto che non c'è nessun rumore; piuttosto c'è chi, fraintendendo il mezzo, aggiunge vagonate di amisci sconosciuti che finiscono per dargli solo fastidio. Insomma, chi è causa del suo mal eccetera eccetera.

Aggiornamento:
Stimolato dal post di Francesco, preciso che, parlando del villaggio globale mi riferivo alla inevitabile convergenza, su internet, dei profili “da cazzeggio” e “lavorativo”. Avrei voluto affrontare anche il tema dell'anonimato, ma la discussione ha preso una piega diversa, e poi è finito il tempo.

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sabato 29 agosto 2009
 
Il mio nome è Nessuno

A margine di questa interessante discussione (se sia meglio firmare la propria presenza in rete con nome e cognome), mi sorprendo di quanto spesso venga ripetuta l'opinione che:
"le idee valgono indipendentemente da chi le esprime".
Per confutare una simile sciocchezza, credo basti ricordare il motto "arbeit macht frei". Ma aggiungo anche che l'ordinamento federalista dello Stato è una idea nobilissima, adottata con successo in molte nazioni, e che il problema in Italia è appunto chi questa idea propugna, non l'idea stessa.

E allora, alla luce di quanto sopra, io non ne faccio una questione anagrafica ma di riconoscibilità e di assunzione di responsabilità per quello che si dice in pubblico. Mi stanno benissimo i nick, quando dietro c'è una persona che non si nasconde. Per capirci: Totanus, Gattostanco, BGeorg, [mini]marketing, Mafe, Giovy, Palmasco eccetera, non mi sembrano diminuiti dal soprannome.

E siccome questo blog ci mette da sempre nome, cognome e pure la faccia, poco tempo fa a un barcamp una mi ha detto: "Gaspar Torriero è un nick bellissimo! Tu però come ti chiami veramente?"

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mercoledì 12 agosto 2009
 
Ma Luca de Biase sarà sostenibile?

Segnalo un gran bel post di Luca de Biase sul giornalismo sostenibile, che mi conferma una idea che ho da tempo: il giornalismo, come lo definisce lui, non è mai stato messo in pericolo da internet, anzi risorge e trova nuova linfa dalla liberazione dal giogo della carta e della TV.

Dice Luca:
"...ciò che è davvero il giornalismo: un lavoro artigiano, fondamentalmente di ricerca, dotato di un metodo di lavoro orientato alla raccolta e alla verifica dei fatti, con una linea interpretativa esplicita"
Sono ottimista: morirà l'ordine dei giornalisti, moriranno gli editori, moriranno giornali televisioni e pubblicità, ma credo che questo lavoro artigiano non morirà mai.

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martedì 11 agosto 2009
 
Friendfeed/Facebook

Siamo ancora nell'infanzia del web sociale.

Io spero che nel momento della maturità quelli che oggi sono servizi chiusi diventino protocolli aperti.

Aggiornamento:
Nei commenti a un twit di Dave Winer, si cominciano a dire le parole magiche:
  • Decentralizzare
  • Federare

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martedì 7 luglio 2009
 
Te la faccio vedere io la rettifica: effetti collaterali

Giusto per segnalare l'ottimo post di Luca Alagna che prova a ipotizzare scenari possibili in caso di approvazione della legge, dimostrando che non serve a niente e concludendo:
I soggetti deboli (per es. i privati cittadini) sono già tutelati dalla legge sulla diffamazione, che viene usata con successo anche su Internet.
Ai soggetti forti (es. i grandi marchi, personaggi pubblici) non consiglio di avvalersi della legge (se non in casi estremi), è un atteggiamento visto come prepotente e in molti casi realmente controproducente
Amen!

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lunedì 6 luglio 2009
 
Mettiamoci insieme (una proposta)

Il giornalista e blogger comasco Giorgio Bardaglio lancia una proposta:
"Da ieri, quando leggevo l'articolo di uno stagista e mi domandavo che destino professionale lo aspettasse, ho un pensiero fisso. Un'idea, meglio. Quella di creare un blog che possa raccogliere il contributo di tutti i giornalisti legati in un modo o nell'altro a Como.
Un laboratorio di riflessioni, opinioni, confronti con l'obiettivo di prepararsi al tempo avvenire, in modo da avere nei prossimi anni - diciamo i prossimi dieci anni - un'informazione robusta e migliore."
Ho sempre avuto una naturale avversione nei confronti dei blog a più voci: che mi sembrano qualcosa di "meno" rispetto a più blog, ognuno con la sua voce, che si linkano, commentano, riprendono, eccetera. A meno che i contenuti informativi non siano più forti delle persone che fisicamente ne scrivono; o a meno che le diverse personalità siano forti e facilmente riconoscibili.

Ma sono fisime mie. Il mondo è pieno di ottimi blog a più mani, e da qualche parte bisogna cominciare a sperimentare. L'ambito locale è molto interessante, e mi sembra offrire più spazio a nuove iniziative. Forza Giorgio!

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mercoledì 1 luglio 2009
 
Te la faccio vedere io la rettifica

La legge sul diritto di rettifica aveva lo scopo di controbilanciare l'enorme potere di chi comprava l'inchiostro a barili, nei confronti del semplice cittadino oggetto di notizie false o errate.

Il decreto disegno di legge [rettifico grazie a Francesco, nei commenti] in questione vuole estendere questo principio anche ai siti web. Si vuole evitare, ad esempio, che il Corriere della Sera di carta si mantenga nei limiti di una impeccabile correttezza mentre il Corriere online si possa permettere qualsiasi bassezza. Siccome il confine tra testata e sito web è sempre più sfumato, non si è trovato miglior rimedio che includere tutti i siti web, anche quelli che non sono testate giornalistiche, anche quelli che non hanno diffusione nazionale, anche quelli che, a differenza di molte testate giornalistiche, sono pronti ad ammettere e correggere gli errori non appena vengono segnalati.

Allora, se passa una roba simile, io comincio a mandare richieste di rettifica a raffica a tutti i siti web che mi capitano sott'occhio, con particolare accanimento nei confronti dei siti delle società telefoniche e delle maggiori aziende italiane, ogni volta che trovo una tariffa mal presentata, un prodotto ingannevolmente decantato, ma anche una data sbagliata e una virgola fuori posto.

Per chi volesse documentarsi, dal sito della Camera dei Deputati copincollo i passi saliente dal pdf del decreto legge:
L’articolo 15 contiene alcune modifiche alla legge sulla stampa (legge 8 febbraio 1948, n. 47), relativamente al procedimento per la rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti interessati, diffuse attraverso trasmissioni radiofoniche e televisive
ovvero tramite i siti internet. Viene, inoltre, prevista una specifica procedura di
rettifica anche per la stampa non periodica e si dispone che la rettifica non rechi
nessun commento ulteriore.

ART. 15.
(Modifiche alla legge 8 febbraio 1948,
n. 47).
1. All’articolo 8 della legge 8 febbraio
1948, n. 47, e successive modificazioni,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma è inserito il
seguente:
« Per le trasmissioni radiofoniche o televisive,
le dichiarazioni o le rettifiche
sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del
testo unico della radiotelevisione, di cui al
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177.
Per i siti informatici, le dichiarazioni o le
rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto
ore dalla richiesta, con le stesse
caratteristiche grafiche, la stessa metodologia
di accesso al sito e la stessa visibilità
della notizia cui si riferiscono »;
b) al quarto comma, dopo le parole:
« devono essere pubblicate » sono inserite
le seguenti: « , senza commento, »;
c) dopo il quarto comma è inserito il
seguente:
« Per la stampa non periodica l’autore
dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo
57-bis del codice penale, provvedono,
su richiesta della persona offesa,
alla pubblicazione, a proprie cura e spese
su non più di due quotidiani a tiratura
nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni
o delle rettifiche dei soggetti di
Atti Parlamentari — 29 — Camera dei Deputati — 1415
XVI LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI
cui siano state pubblicate immagini o ai
quali siano stati attribuiti atti o pensieri o
affermazioni da essi ritenuti lesivi della
loro reputazione o contrari a verità, purché
le dichiarazioni o le rettifiche non
abbiano contenuto di rilievo penale. La
pubblicazione in rettifica deve essere effettuata,
entro sette giorni dalla richiesta,
con idonea collocazione e caratteristica
grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento
allo scritto che l’ha determinata »;
d) al quinto comma, le parole: « trascorso
il termine di cui al secondo e terzo
comma, » sono sostituite dalle seguenti:
« trascorso il termine di cui al secondo,
terzo, quarto, per quanto riguarda i siti
informatici, e sesto comma » e le parole:
« in violazione di quanto disposto dal secondo,
terzo e quarto comma » sono sostituite
dalle seguenti: « in violazione di
quanto disposto dal secondo, terzo,
quarto, per quanto riguarda i siti informatici,
quinto e sesto comma »;
e) dopo il quinto comma è inserito il
seguente:
« Della stessa procedura può avvalersi
l’autore dell’offesa, qualora il direttore
responsabile del giornale o del periodico, il
responsabile della trasmissione radiofonica,
televisiva o delle trasmissioni informatiche
o telematiche non pubblichino la
smentita o la rettifica richiesta ».

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mercoledì 13 maggio 2009
 
Lettere dall'Aquila

Umberto Santucci lo definirei un ottimista disincantato. Si chiede se la rete può contribuire alla trasparenza della ricostruzione all'Aquila. Io ci spero.

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lunedì 4 maggio 2009
 
Habeas data

Oggi Vittorio Zambardino denuncia facebook al Garante della privacy, a seguito della improvvisa e immotivata cancellazione del suo account. Quote of note:
Non ci sono servizi gratuiti - C’è chi argomenta dicendo che la gratuità del servizio “sospenda” ogni diritto agli utenti. Di solito si tratta delle stesse persone che si inviperiscono contro i giornali on line se solo gli si chiede di lasciare un mail per inserire un commento sotto un articolo.

A parte che dovremmo riflettere se per caso non stiamo avallando, con un click messo distrattamente sotto scassati “terms of service”, una morte lenta di ogni garanzia, vorrei dire con tutte le mie forze: vi sbagliate!

Io-utente pago Facebook e qualsiasi servizio “gratuito”: con i miei dati, il mio tempo, i miei contenuti. E lo pago con l’uso che ne faccio, perché contribuisco a migliorarlo e perfezionarlo. E’ questo il patto su cui regge l’economia digitale.
Sono molto d'accordo con Zambardino. Oggi l'utente non è tutelato, e invece dovrebbe esserlo. Signor Garante, vogliamo darci da fare?

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sabato 25 aprile 2009
 
SEO dei mozzarelli impanati

Quando sento parlare di Search Engine Optimization, specie se associata ai blog, mi scappa da ridere e mi vengono sempre in mente i mozzarelli impanati surgelati. Erano un prodotto molto buono ma avevano un piccolo difetto: se cucinati in padella, come facevano tutti, la mozzarella si scioglieva completamente e fuoriusciva dalla panatura, andando a bruciarsi nell'olio. Un disastro! Quindi si vendevano solo durante le campagne pubblicitarie, e appena finita la pubblicità il consumo crollava.

(Sono sicuro che non te la devo spiegare)


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giovedì 16 aprile 2009
 
I Love Metitieri

Ciao Fabio.

I Love Metitieri, originally uploaded by Andrea Perotti.



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giovedì 9 aprile 2009
 
Il sondaggio sulle reti sociali

Sono andato a compilare il sondaggio sui social network. Sono rimasto sorpreso dal fatto che la prima domanda è subito "sei iscritto a un social network?" senza spiegare prima il termine.

Mi domando come risponderebbe l'utente inesperto che si è appena iscritto a facebook per ritrovare i vecchi compagni di scuola? Lo sa di far parte di un social network? E se non parla inglese? Mah.

E un'altra cosa che ho pensato metre compilavo il questionario è che ormai non c'è sito decente e meritevole di essere frequentato che non sia anche una rete sociale di persone ed interessi, e che tutte le domande potevano tranquillamente fare riferimento a frienfeed come a twitter come a flickr come ai blog, indifferentemente.

Perché il social network, le reti sociali, sono le persone, non i siti.

La parte sul cibo l'ho saltata.

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mercoledì 1 aprile 2009
 
1 aprile: Hunch

Hunch, il "decision maker tool, built by its users", è sicuramente il miglior scherzo d'aprile di oggi, e forse di tutti i tempi.

Frutto della fantasia burlona di Caterina Fake (quella di flickr, ma già il nome doveva metterti in guardia), lo scherzo è stato abilmente progettato in forma virale: si entra solo per invito, e una volta dentro si possono mandare tre inviti. Si è quindi scatenata una corsa agli inviti e tutto il mondo ha gridato "anch'io, anch'io!" senza mai chiedersi "a che serve?".

E nonostante la stessa Caterina, facendo ironicamente il verso ai siti "soscialcosi", dichiari apertamente che "spera che gli utenti riescano a trovare nuovi e imprevisti utilizzi di Hunch, perché lei non ha la minima idea", ci sono cascati tutti, si sono iscritti tutti, e si sono ritrovati a perdere tempo rispondendo alle domande più assurde (per la maggior parte riguardanti la cultura televisiva americana).

Gli scherzi del primo aprile meglio riusciti sono appunto quelli che hanno scritto dappertutto "questo è uno scherzo" e la gente ci casca lo stesso. Anch'io ci sono cascato in pieno, e ho anche mandato via due dei tre inviti disponibili.

Domattina (tarda serata USA) verrà chiuso il sito ed emesso il comunicato che annuncia lo scherzo. Ti restano quindi poche ore per trovare un uso intelligente, e fare in modo che Caterina ci ripensi. Se vuoi il mio ultimo invito, metti la tua email nei commenti.

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sabato 28 marzo 2009
 
Do not meet the Media Guru



Dice: "Se andavi alle quattro, il posto lo trovavi". Appunto a questo servono le registrazioni online: uno si registra prima per non dover fare le corse dopo. A volte invece non servono a niente.

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venerdì 27 marzo 2009
 
Lessig è mancino

L'ho scoperto quando mi ha autografato il libro "Free culture", prima che cominciasse l'evento alla Mediateca Santa Teresa.

Evento al quale non ho potuto partecipare, nonostante mi fossi iscritto online. C'era anche il banchetto apposito per chi si era iscritto online, dove spuntavano giudiziosamente il tuo nome e ti dicevano serafici "non c'è più posto".

Il concetto di "iscrizione online" (palleggiato con scioltezza dalle ragazze della GGD, per dire) dev'essere troppo complesso per gli organizzatori del Meet the Media Guru. Peccato davvero.

C'erano proiettore e altoparlanti esterni, e per fortuna non pioveva. Dopo la solita mezz'ora di fastidiosa pubblicità, ha cominciato a parlare Lessig ma purtroppo l'audio era quello del traduttore. Sono scappato.

In "Free Culture", che è stato pubblicato nel 2004, il cattivo è the Big Media. Mi sarebbe piaciuto chiedere a Lessig, se fossi riuscito a partecipare all'evento a cui mi ero iscritto online, se dopo cinque anni era della stessa idea.

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martedì 10 marzo 2009
 
YouTube Symphony Orchestra!

Ma che progetto fantastico! Grazie a Luigi che me l'ha segnalata via mail.

La YouTube Symphony Orchestra si presenta:
"Abbiamo invitato musicisti di tutto il mondo, professionisti e dilettanti, a sostenere l'audizione per l'Orchestra Sinfonica di YouTube, inviando un video in cui eseguono una composizione appositamente scritta dal noto compositore cinese Tan Dun.

I finalisti saranno selezionati da una commissione di esperti provenienti dalle orchestre più prestigiose del mondo e in base ai voti degli utenti di YouTube (14 - 22 febbraio).

Il 2 marzo annunceremo i vincitori che in aprile potranno esibirsi con l'Orchestra Sinfonica di YouTube alla Carnegie Hall di New York sotto la direzione del maestro Micheal Tilson Thomas.

Tutti i video con le interpretazioni dell'opera di Tan Dun verranno uniti in un video collage che sarà presentato in anteprima alla Carnegie Hall il 15 aprile e verrà trasmesso su questo canale il giorno successivo."
Viva internet.

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martedì 3 marzo 2009
 
Promuovere su un blog (di un altro)

Se hai un blog con almeno tre lettori, ti sarà capitato di ricevere segnalazioni sulle più svariate iniziative, con pressante preghiera di segnalare a tua volta con un post per aiutare a diffondere il verbo. Se non ti è ancora capitato, complimenti! Il tuo filtro anti-spam funziona davvero.

Non voglio fare la Donna Letizia della situazione, ma voglio raccontarti le mie semplici linee guida. Magari le trovi interessanti, magari invece tu fai diverso e allora per favore raccontami tu, nei commenti o in un post, come ti regoli. Magari stai per mandare una mail a cinquemila blogger, e ti chiedi se ti darà retta qualcuno.

Prima di tutto, se non conosci il mittente oppure non si capisce chi è (tipo un generico info chiocciola qualcosa), e vedi che la mail è indirizzata a cani e porci indistintamente, clicchi immediatamente il pulsante "Report spam". Fine del problema. Stessa cosa se la mail è indirizzata a te personalmente, ma contiene frasi sospette tipo "leggo da sempre il tuo blog beppegrillo.it" oppure "tu che segui con attenzione la reintroduzione della trota salmonata nel Lago di Lugano".

Se invece il mittente si presenta correttamente e scrive una mail proprio a te, e si capisce che ti legge davvero o che ha fatto almeno quel minimo di ricerca necessaria a capire che l'argomento ti può interessare, allora è bene ricambiare con altrettanta cortesia e rispondere subito "ti ringrazio della segnalazione, ma non sono interessato a" seguito dall'oggetto della mail: "diventare cool hunter e trend setter", "vendere spazi pubblicitari", partecipare al power breakfast inauguration party di qualunko.com", eccetera eccetera.

Diverso e più complesso il caso in cui conosci personalmente il mittente, e ancora più intricato quello in cui l'argomento ti interessa davvero; ma magari ne parlo in un prossimo post.

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venerdì 27 febbraio 2009
 
facebook è diverso?

O tu azienda che hai aperto
un blog aziendale
e non se l'è filato nessuno;
che hai comprato
l'isola su Second Life ed è rimasta
deserta;
che hai un account su Twitter
dove segui tutti
e nessuno ti segue
anzi qualcuno ti blocca pure;
o tu azienda cosa
ti fa pensare
che su facebook sarà diverso?

[nei commenti qui]



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mercoledì 11 febbraio 2009
 
Sabato 7 marzo: aperitivo + pizza a Como

Se sei blogger comasco o limitrofo, o anche semplice simpatizzante, corri subito ad iscriverti all'ApePizzaBlog di sabato 7 marzo alle ore 19.00 a Como.

Ci si vede!

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domenica 1 febbraio 2009
 
Aggiornamento su La Nuova Ferrara

No, non si sono fatti vivi, che credevi. Ma a testimonianza del fatto che altri mondi sono possibili, segnalo:
  • questo post di Tiziano Fogliata con un elenco di siti che offrono immagini gratuite, e
  • questo post di Andrea Perotti in cui racconta come gli hanno chiesto alcune foto di Flickr offrendo in cambio (udite udite!) dei soldi.
Insomma, non ci sono solo i furbetti.

Aggiornamento dell'aggiornamento:

Sul tema "regalare le proprie foto", aggiungo l'interessante opinione di un professionista, Thomas Hawk. Quote of note:
"One thing that does bother me a bit though is when companies that clearly can pay, ask for your images for free. They certainly are free to ask, but generally I say no to these people and it does rub me a bit the wrong way seeing large profitable corporations trying to get something off the backs of a community like Flickr for free."



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mercoledì 28 gennaio 2009
 
Se non è amplificata, non è propaganda

Si sappia che Sergio Maistrello su La reintermediazione della disintermediazione è da leggere. Grazie Sergio!

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giovedì 1 gennaio 2009
 
Facebook: nota a margine

Un atteggiamento negativo nei confronti di Facebook si aggira per la blogosfera. L'opinione, rispettabilissima e non priva di un certo fondamento, che Facebook sia una cagata pazzesca, non deve distrarci da una questione che io credo più importante: Facebook è un bene o un male?

Io credo sia complessivamente un bene, perché la vedo usata con profitto da chi non ha un blog e scopre tramite Facebook la parte abitata della rete. E' una scoperta importante, che a molti cambierà la vita. E comunque, sempre meglio che imbesuirsi davanti alla televisione.

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venerdì 12 dicembre 2008
 
Il BarCamp degli innovatori nella Pubblica Amministrazione

L'idea di Gianluigi Cogo, di organizzare il barcamp degli innovatori nella PA mi sembra intelligente e da seguire con interesse anche da parte di chi, come me, della Pubblica Amministrazione è cliente. Gigi, qualsiasi cosa hai bisogno, sono a disposizione.

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lunedì 8 dicembre 2008
 
NanoSocial03

Al prossimo NanoSocial (qui qualche foto di quello che si è tenuto a Ravenna), cercherei di migliorare alcune cose.

Prima di tutto c'è il problema, o almeno io lo sento come tale, dell'esclusione. Il numero dei partecipanti è brutalmente limitato dal formato: se ognuno parla mezz'ora davanti a tutti, e se il tempo a disposizione sono le due mattine di sabato e domenica, i conti sono presto fatti. Spero che la prossima volta vengano allestiti un canale IRC e una trasmissione live, in modo da aprire alla partecipazione remota di tutte le persone interessate.

D'altra parte il succo del NanoSocial non è tanto le presentazioni, che pure sono state interessantissime, quanto l'essere disponibili: ovvero ritrovarsi per una giornata e mezza, a proprie spese, con persone spesso mai viste prima ma che condividono con te un atteggiamento non passivo nei confronti del mondo.

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martedì 2 dicembre 2008
 
NanoSocial02 - il trailer della recensione

Questa settimana sono via, ma ho da postare foto e commenti al NanoSocial02. Per adesso ti dico solo che è stata una bella esperienza. Non vedo l'ora di rifarne uno a Como.

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venerdì 28 novembre 2008
 
Decisions, decisions, decisions...

Presentazioni che potrei tenere questo fine settimana al NanoSocial di Ravenna:
  • perché vale la pena di passare a Excel 2007, nonostante la nuova sconcertante interfaccia;
  • gli strumenti cattivi danno risultati cattivi: PowerPoint (ho 85 slides pronte sull'argomento);
  • previsioni azzardate: i giornali tra dieci anni;
  • basta Cassandre, che tanto il prezzo del petrolio è sceso (ironica);
  • Zhan Zhuang: li metto tutti nella posizione dell'albero per trenta minuti, immobili e in silenzio, e me la cavo così.
A meno che non mi venga in mente qualcosa di serio, all'ultimo momento.

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lunedì 17 novembre 2008
 
Equivalenza dei social-cosi

FaceBook : FriendFeed = MSN Messenger : GTalk

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sabato 11 ottobre 2008
 
Codice Internet: divulgare alle sedie

La Galleria è il cuore di Milano, dicono, anche se a me sembra piuttosto un organo più vicino al pavimento. Comunque attira: soprattutto i turisti, e gli squilibrati. Per non parlare delle frotte di bambine in piazza che all'apparizione di un qualche improbabile divo del momento gridano estasiate come scimmiette urlatrici della foresta amazzonica.

La Galleria è il regno della disattenzione, della solitudine in mezzo alla folla, e tenerci delle conferenze è una scommessa molto azzardata, che richiede volti televisivamente noti, argomenti banali, linguaggio terra-terra, ricchi premi e cotillons.

La scommessa ieri era davvero troppo azzardata, ed è stata persa. Lo scarsissimo pubblico era composto da forse due persone interessate, pochi amici/parenti dei relatori, e due turisti ubriachi in kilt rosso che bevevano spumante direttamente dalla bottiglia. Ho sperato per un attimo che volessero movimentare la discussione, ma se ne sono stati tranquilli. Parecchie WiFi nell'ara, di cui nessuna aperta.

Scommessa persa, ma con dignità. La discussione sul palco, anche se non è stato detto niente di epocale, è stata interessante, ben condotta, articolata e civile; perfettamente adatta ad un barcamp, o a un'aula universitaria. C'erano le telecamere che hanno ripreso tutto, e il video verrà reso disponibile sul web a quelle persone che il web già lo conoscono. Seguono i miei appunti sparsi e incompleti, che metto qui per ritrovarli domani ma che tu puoi tranquillamente saltare.

Si comincia con un video dei Back Dormitory Boys fatto commentare a Massimo Mantellini: perché pubblicare su YouTube? Per esprimersi come persone. Nuova forma di approccio culturale: remix.

Juan Carlos de Marin: spiega Creative Commons: alternativa al © quando si vuole che l'opera venga riutilizzata.

Oreste Pollicino: avvocato del diavolo, i video non rispettano la privacy.

M: gli utenti non hanno chiaro come funziona internet. Comunque, le possibilità positive sono superiori ai rischi.

O: che senso ha il diritto di internet? È diverso da quello reale. Esempio (del cavolo) i bambini che acquistano materiale adulto sul web, come si verifica l'età?

JC: l'utente Creative Commons è uno che vuole condividere. Istruzioni su come applicare una licenza CC.

M: CC importante perché prima di tutto sottolinea che c'è un problema. Il diritto d'autore attuale collide pesantemente con l'uso attuale di internet. Il problema dei libri spariti.

O: l'informazione produce ricchezza e riduce le discriminazioni (digital divide), quindi ridurre i diritti aumenta la circolazione delle idee.

JC: CC non è abdicare ai propri diritti, ma è gestirli in modo flessibile.

M: CC crea mercato (io avrei fatto l'esempio di Cory Doctorow, scrittore di fantascienza che si è fatto conoscere mettendo il pdf dei suoi libri online sotto CC, prima di essere pubblicato su carta).

O: rischi riguardo ai dati sensibili "che si possono ritorcere contro"; P2P e il caso Peppermint.

M: filesharing è illegale ma non si risolve criminalizzando i clienti; occorre aggiornare le leggi.

JC: CC è un modo di articolare il copiright, non di eluderlo. Proposta: © non automatico, ma su richiesta dell'autore dietro pagamento di una cifra nominale.

O: d'accordo con la proposta di JC ma sarà molto difficile. Chi è il vero pirata? Il diritto attuale arranca dietro all'evoluzione tecnologica e crea disallineamenti.

JC: prospettiva storica, l'opera di ingegno è sempre stata di pubblico dominio.

M: cita Lessig "Disney non vuole che si faccia ai suoi cartoni quello che lui ha fatto ai Fratelli Grimm".

JC: sciagurata proposta europea di estendere i diritti di un fonogramma da 50 a 95 anni.

O: distanza sempre più grande tra i movimenti diffusi e i poteri forti (lobbies).

M: la rete ha dinamiche misteriose! La coda lunga della rete contro il mercato di massa.

JC intervista a un collezionista di un milione di dischi in vinile di cui solo il 13% è disponibile su CD.

O: social networks e suo utilizzo da parte del cacciatore di teste: distorsione della personalità "reale" rispetto alla personalità "digitale".

M: il diritto all'oblio è una stupidaggine; occorre aumentare la consapevolezza.

O: non ho capito, ma vorrebbe mantenere il controllo sulla propria immagine digitale.

JC: la licenza CC non è revocabile.

M: causa Mediaset contro YouTube, chiusra di orizzonti rispetto al mondo che cambia. YouTube rappresenta un valore per Mediaset, se riesce a capirlo.

JC: accordo tra Al Jazira e YouTube per diffondere il più possibile i contenuti di Al Jazira.

O: la risposta prettamente legale è totalmente inadatta alle circostanze. Ancora un problema di adeguamento della legislazione.

M: gli artisti moriranno di fame? No, già ci muoiono. La domanda (elusa o non colta) era su quali professioni si perderanno grazie a o per colpa di internet.

JC: nuove professionalità? In Italia sono meno di 10 gli autori italiani che vivono dei diritti d'autore.

O: chi ci guadagna e chi ci perde? Ancora sulle leggi non adeguate al progresso tecnico.

Chiusura, saluti, baci, foto, treno.



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venerdì 10 ottobre 2008
 
Codice Internet

Oggi pomeriggio faccio un salto in Galleria a sentire Pollicino, de Marin e Mantellini parlare di diritto e internet per Codice Internet. Se sei in zona, ci si vede.

Devo anche dare a Marco Montemagno il biglietto da visita della Trattoria Montemagno, a Montemagno, dove ho mangiato bene e speso poco.

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martedì 7 ottobre 2008
 
Filtrare i contenuti, è bellissimo

Dal degno allievo di un grande maestro:
Perché se è difficile, mentre sei magari al supermercato, ignorare il Giornale Radio che parla di ciò di cui non vorresti sentir parlare, o ignorare la televisione mentre magari sei a casa altrui, nella rete è facilissimo escludere dalle proprie fonti chi ti dà fastidio, chi ritieni cattivo, chi ritieni inutilmente aggressivo. Filtrare i contenuti, è bellissimo
Filtrare i contenuti, son cose che andrebbero insegnate alle elementari.

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lunedì 29 settembre 2008
 
Le obiezioni a internet

Dice Jeff Jarvis che è stufo delle solite scontate obiezioni a internet, e ha preparato un breviario di risposte standard per ogni volta che qualcuno gli dice che però
  • c'è tanta spazzatura
  • la gente guarda solo la spazzatura
  • chiunque può dire qualsiasi cosa
  • ci sono tantissime inaccuratezze
  • wikipedia ha errori
  • ci vuole un marchio di qualità
  • i blogger non sono giornalisti
  • la gente è sgarbata
  • manca un codice etico
Adesso me lo stampo e me lo appendo da qualche parte.

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martedì 16 settembre 2008
 
An anthropological introduction to YouTube

Cinquantacinque minuti spesi bene, via Euan Semple.



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martedì 9 settembre 2008
 
Incontro con Pietro Scott Jovane

Questa sera a Milano vado a un incontro con la Microsoft e con il suo nuovo amministratore delegato, di cui Andrea Beggi disse un gran bene più volte.

Mi trovo in conflitto esistenziale tra la fiducia illimitata che ripongo in Andrea e quella molto limitata che ho in Microsoft come in chiunque voglia vendermi qualcosa.

Mi viene allora da pensare che sia un problema di situazione più che di persone.

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venerdì 5 settembre 2008
 
Denaro e diffidenza

Yochai Benkler at Ars Electronica:

"once they introduced money, they introduced distrust"


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sabato 23 agosto 2008
 
Pisa e dintorni: che fare? Dammi un consiglio

Passerò i primi giorni di settembre a Pisa e avrò tempo libero a disposizione.

C'è qualcosa di non ovvio da vedere a Pisa e dintorni? Puoi darmi un consiglio? Te ne sarei immensamente grato.

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giovedì 3 luglio 2008
 
Tracciatore d conversazioni online

La buona notizia: è nata Memesphere. La cattiva notizia: non ha il feed RSS.

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sabato 28 giugno 2008
 
Uniroma e Flickr

Ricevo dalla prof. Francesca Comunello (cattedra di Comunicazione mediata dal computer - Facolta' di Scienze della Comunicazione, Universita' "La Sapienza" - Roma):
l'Universita' di Roma sta conducendo un'importante ricerca su coloro che utilizzano Flickr. Avremmo bisogno della tua collaborazione chiedendoti di compilare un semplice questionario online. L'obiettivo e' di comprendere meglio i comportamenti, i bisogni e le aspettative delle persone che si associano in Flickr. I risultati potranno aiutarci a proporre alcuni utili miglioramenti a questo social network, ormai uno dei piu' importanti del mondo.

Rispondo:
mi permetto di segnalare una mancanza che mi sembra piuttosto importante.

Se chiedete la libera collaborazione della comunità di Flickr nel riempire un questionario dovreste, come è consuetudine, rendere liberamente disponibili i risultati, sia in forma di dati grezzi che in forma di analisi strutturata.

A questa mail manca la frase "i dati raccolti saranno liberamente scaricabili all'indirizzo etc. etc."


Aggiornamento:
Ho immediatamente ricevuto questa risposta:
Ci è sembrato che fosse più efficace avvisare gli interessati nel momento in cui i dati saranno disponibili, piuttosto che dare oggi un indirizzo che probabilmente risulterà vuoto almeno per un paio di mesi. Però, leggendo la sua mail, mi rendo conto che questo emerge solo alla fine del questionario e non nel primo testo con cui contattiamo gli utenti, generando legittime perplessità. Provvederò appena possibile a integrare il testo dichiarando sin dall'inizio la nostra disponibilità a diffondere i risultati a tutti gli interessati
Perfetto. Grazie mille!

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mercoledì 25 giugno 2008
 
Ancora sui filtri collaborativi

Bel post/foto di Thomas Hawk sui filtri collaborativi applicati alle foto di Flickr.

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martedì 24 giugno 2008
 
Parolario di Como: e i blog?

A fine estate la città di Como ha un appuntamento fisso con i libri, gli scrittori e la scrittura: il Parolario, che quest'anno si tiene dal 23 agosto al 7 settembre.

Il calendario definitivo delle varie manifestazioni e incontri non è ancora fissato, ma l'audace (e indomita!) Elena/Velas si è messa in contatto con gli organizzatori per proporre una serata dedicata ai blog.

L'idea è semplice: fare due chiacchiere con persone che scrivono sia per il web che per la carta, davanti a un pubblico non esperto ma interessato.

Se vuoi partecipare, sia in veste di "relatore" che di "pubblico attivo", e se hai proposte, consigli e opinioni, c'è l'apposito wiki dove contribuire.

E già che ci siamo, ti ricordo che c'è anche la BlogBeer dell'11 luglio, a cui ti prego di accorrere numeroso.

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lunedì 23 giugno 2008
 
I pericoli di internet 2

Un altro supposto pericolo di internet, in qualche modo collegato al primo, è questo:
Se le uniche informazioni che tu ricevi sono quelle che tu cerchi, e se cerchi solo le informazioni che ti interessano personalmente, rischi di ridurre il tuo orizzonte a una fetta troppo stretta (come succede guardando dentro a un binocolo) e di perdere un sacco di altre notizie importanti
Questa obiezione presuppone che tu faccia uso di internet nel totale isolamento dalle opinioni altrui, cosa che non è.

In realtà il filtro non è solo personalizzato, ma anche e soprattutto collaborativo! Ma non collaborativo sul modello YouTube, dove i video più visti di solito sono i più stupidini (giustamente).

Il mio filtro collaborativo è quello dei blog che leggo quotidianamente nel mio aggregatore: non una massa indistinta, ma uno scelto gruppo di persone che ammiro, rispetto e spesso conosco di persona. Sono loro, ogni giorno, a puntare verso qualcosa di nuovo, di inaspettato, di importante. Sono loro (siete voi) che ogni giorno allargano il mio orizzonte, molto meglio delle fonti "tradizionali".

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sabato 21 giugno 2008
 
I pericoli di internet

Discutendo ieri con il Prof. Minussi, a un certo punto è volato per la sala il solito prevedibile grido di allarme: "Ma su internet si trova di tutto!".

Verissimo, ma andrebbe ampliato. Su internet tutto si trova, ma non tutto si cerca. Si trova quel che si cerca, e la qualità di quel che si trova dipende dalla qualità della ricerca.

In internet siamo redattori di noi stessi.

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mercoledì 11 giugno 2008
 
Come non essere virali

"TV is not vulgar and prurient and dumb because the people who compose the audience are vulgar and dumb. Television is the way it is simply because people tend to be extremely similar in their vulgar and prurient and dumb interests and wildly different in their refined and aesthetic and noble interests."

David Foster Wallace [via Epeus Epigone]

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mercoledì 4 giugno 2008
 
Le piccole gioie della vita

Ieri a Bellinzona tenevo un corso per il personale dell'EOC. Alla pausa, una allieva mi ha chiesto se poteva andare un attimo su internet, a consultare il suo blog.

Il mio cuore è volato alto come un falco.

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sabato 31 maggio 2008
 
Non mi piace

La mamma mi ha insegnato fin da piccolo che è molto molto scortese dire "fa schifo".

Eventualmente, solo se si è espressamente richiesti di un parere in merito e se si è pronti a dare una spiegazione costruttiva, si può dire "non mi piace", con l'accento sul mi.

Esempio:
"Cerco di non essere scortese, perché non mi piace dare cattivo spettacolo di me stesso".

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venerdì 30 maggio 2008
 
Che fine ha fatto il Myanmar?

Siamo in tutt'altre faccende affaccendati, e con le notizie di ieri al massimo incartiamo il proverbiale pesce di oggi. Ma in Myanmar il dopo è forse peggio del durante. Me lo ha ricordato questo post di Gilgamesh, ricco di informazioni di prima mano e che offre la possibilità di dare un aiuto concreto.

Mi sembra una causa ben più meritoria che non lo stupidissimo record di Mozilla, per dire.

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lunedì 26 maggio 2008
 
MicroCamp, appunti sparsi in forma di Twit

  • Almeno 3.500 Twitters in Italia, ma non più di 10.000: Una nicchia.
  • Notificare i nuovi post su Twitter è inutile se già ti aggrego nei feed; è spam se non ti aggrego :-)
  • Twitter è uno strumento dell'immediato, i Twit vecchi non li guarda quasi nessuno.
  • 140 caratteri è un limite commerciale, non tecnico. E' anche un buon esercizio.
  • Marcello: vendere Twitter. Antonio LDF: comprare Twitter.
  • Senza l'utente non si fa niente.
  • Microblog e PR: finché parlano di "target", non c'è relazione possibile.
  • Mood: Ciao, come stai? Bene! (O vuoi che ti racconti?)


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domenica 25 maggio 2008
 
Investire nel Web 2.0

Dopo il post di ieri, devo fare una full disclosure: ho pesantemente investito su molte aziende e startups del cosiddetto "Web 2.0".

Anzi, proporzionalmente ai differenti patrimoni personali, sono sicuro di averci messo molto di più io che non un Bill Gates qualunque. Non solo: i ricconi avranno anche investito del banale denaro, ovvero una risorsa per loro abbondante e facilmente rinnovabile.

Io invece ho investito enormi quantità della risorsa più scarsa e preziosa che ho: il mio tempo.

Spero quindi tu capisca che se mi chiedi anche dei soldi per il tuo sevizio, mi offendi in modo irreparabile.
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sabato 24 maggio 2008
 
"Questi non arrivano a mangiare il panettone"

Il capo di Andrea è uno che conosce il territorio, e quando dice così di una qualche azienda Ticinese di solito ci azzecca, con un margine di dieci-quindici giorni.

A me questa frase viene in mente ogni volta che vedo una nuova iniziativa commerciale basata sul web sociale. Iniziative a cui auguro ogni bene e ogni fortuna, sia chiaro.
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sabato 3 maggio 2008
 
Il pubblico non è più quello di una volta

Interessante e condivisibile questa osservazione di Nicola Mattina:
"Per il momento mi sembra certa una sola cosa: finora molti dati sono stati dichiarati pubblici semplicemente perché si aveva la certezza che non sarebbero mai entrati nella sfera pubblica."
Viviamo un'epoca di scollamento.

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giovedì 24 aprile 2008
 
I famosi sono una merce

David Weinberger ragiona sulla fama dentro e fuori dal web, e dice cose molto acute. Quote of note:
The broadcast economy has a fiduciary interest in building and maintaining the famous. They’re bankable.


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lunedì 21 aprile 2008
 
Il Mago Forrester

Euan Semple segnala un nuovo studio di Forrester Research (e qui mi scuso con gli studenti veri) che predice la strabiliante crescita della spesa webduepuntozero enterprise a 4,6 miliardi di dollari entro il 2013! Euan annota, e io condivido:
I find myself telling people more and more that if they are spending loads of money on this stuff they are almost certainly doing the wrong things.
Ma prima di lanciarmi nei soliti commenti sarcastici, devo notare che lo studio è in vendita alla bella cifra di 775 dollaroni: forse quelli di Forrester non sono poi così scemi come sembra.

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venerdì 11 aprile 2008
 
A morte i blog editoriali?

Ci sono buoni motivi per non aprire un blog all'Espresso, o sotto qualsiasi altra testata, o azienda: nessun vantaggio, troppe limitazioni:
"Quando un giornalista maneggia il blog di una testata, non sta scrivendo il suo blog privato su Blogspot, sta scrivendo in una pagina del giornale. Tant’è che delle sue parole è responsabile penalmente il direttore e civilmente l’azienda. Non è una differenza da poco. Il fatto che poi il blog consenta la pubblicazione immediata - senza la rilettura da parte del direttore o di qualcuno da lui delegato - dovrebbe responsabilizzare ulteriormente il giornalista-blogger, che è ben consapevole di questa assenza di filtri."

Aggiornamento:
Dai commenti chez Gilioli, eccone uno molto divertente di mattiaq:
"Sembra un po’ il paradosso di Epimenide. Gilioli dice su un blog dell’Espresso che la sua opinione personale è che sui blog dell’Espresso non si devono esprime le proprie opinioni personali ma seguire la linea editoriale della rivista."
Eeh? Mi scoppia la testa.

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giovedì 3 aprile 2008
 
Muxtape col concorso!

Potevo forse risparmiare al mondo la mia cassetta di musica classica? No, non potevo.
Signore e Signori, ecco a voi gaspart.muxtape.com

Roba semplice e di facile ascolto, per cominciare.

Se riesci anche ad elencarmi tutti i pianisti coinvolti, vinci una prestigiosa maglietta di Blogger (anche se meriteresti molto di più).

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lunedì 31 marzo 2008
 
10 Downing Street, Twitter

Nel Regno Unito, il governo ha un account su Twitter: DowningStreet! Un esempio da imitare.

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mercoledì 12 marzo 2008
 
Oltre il banner?

Gianluca Diegoli parlava di Metafora, la concessionaria di pubblicità sperimentale, e nei commenti segnalava una certa perplessità sulla formula del banner.

Perplessità che condivido intensamente. Ci sono molti modi di vivere il web, e uno di questi è come se fosse l'ennesimo canale broadcast: per il pubblico dei portaloni è probabile che il banner sia una scelta sensata.

Ma su un blog? Dove non ci sono spettatori ma partecipanti? In questo contesto il banner mi sembra o troppo, o addirittura troppo poco se il prodotto mi interessa davvero. Io occuperei lo spazio in altro modo, ad esempio:
  • finestrina di chat
    per parlare direttamente con una persona qualificata dell'azienda inserzionista
  • boxino di twitter
    anche qui, le twittate della persona in azienda, non quelle dell'azienda
  • guest posting
    con link al blog personale della persona (personalmente)
Certo, iniziative di questo tipo richiedono un inserzionista che non abbia paura dei propri clienti: immagino che ce ne siano, alcuni.

Altre idee? Come andare oltre il banner?

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martedì 26 febbraio 2008
 
Mutazioni internettiane

Ci devo pensare ancora, ma questo schemino mi sembra promettente (specie l'ultima):

PrimaDopo
RadioPodcast
CDPlaylist
TVYouTube
GiornaleAggregatore
MarchioAvatar


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domenica 17 febbraio 2008
 
Amplifying customer opinion

Osserva giustamente Joshua Porter che se implementi una piattaforma sociale per il tuo prodotto, non è poi scontato che creerai l'effetto passaparola e aumenterai le vendite. L'unico risultato certo sarà quello di amplificare quella che è l'opinione corrente sul prodotto in questione.

In altre parole, se metti in piedi una piattaforma sociale:
  • se il tuo prodotto è cattivo, ne risulterà una conversazione su quanto è cattivo;
  • se è buono, una conversazione su quanto è buono.
Detta così, sembran delle banalità; ma la pratica mi dice che sono in tanti a non averla ancora capita. Ma c'è tempo... Quote of note:
"In other words, it’s better to think of social media tools as amplifying customer opinion rather than improving it."


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Chi clicca la pubblicità? I poveri che non comprano

Questo mistero mi ha sempre appassionato: se io non li clicco e tu non li clicchi, e se Mafe ancora si ricorda di quella singola volta che ne ha cliccato uno, chi diavolo clicca i banner? Ebbene, cominciano ad affiorare alcuni indizi:
This week, in a study called "Natural Born Clickers," Starcom USA, Tacoda, and comScore found that "the 6% of the online population accounting for most of the click-throughs skews toward male Internet users ages 25 to 44 with household income under $40,000" (For the record, 2006 median U.S. household income was $48,201.) [see news brief; anyone have the full report?]

"The study also found that their heavy clicking did not reflect high spending levels offline. They were also more likely to visit auction, gambling and career sites. The findings suggest that high click-through rates don't necessarily boost branding campaigns."

In other words, "the click is dead."
D'altra parte il numero di clic per pubblicità vista è così basso da poter essere tranquillamente attribuito a un semplice errore del mouse.

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sabato 16 febbraio 2008
 
Buone notizie! Facebook account deleted

Ho dovuto insistere due volte, ma alla fine ce l'ho fatta:
Hi Gaspar,

We have deleted your profile information and removed your email address from our login database. Please let me know if you have further questions or concerns.

Thanks,

Emma
User Operations

Facebook
Life is short! Se un giorno dovessi avere tutto quel tempo libero, lo dedicherei allo studio del trombone a coulisse.

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venerdì 8 febbraio 2008
 
StateOfTheNet

Buongiorno da Udine. Sono seduto in prima fila al Visionario. StateOfTheNet comincia tra poco e provo a connettermi prima che la rete diventi instabile (tocchiamo ferro).

C'è in sala gente molto interessante. Tra poco spengo il PC e passo a prendere appunti sulla carta. A dopo!

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mercoledì 6 febbraio 2008
 
Questionario sulla Credibilità dei siti Web

Scorrendo la lista del partecipanti a StateOfTheNet, scopro che Michele Trangoni, tesista di Informatica all'Università di Udine, ha messo online un Questionario sulla Credibilità dei siti Web (*).

Mi sono messo a compilarlo con un certo scetticismo, ma la verità è che l'ho trovato molto ben fatto. Gli ho lasciato la mia email, per poter ricevere i risultati finali.

(*) Mi piace che Michele scriva Credibilità con la c maiuscola.

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martedì 5 febbraio 2008
 
A che servono i siti di Social Network, veramente

Grazie ad una gentile segnalazione di Lele Dainesi, arrivo al nuovo esclusivo sito di Social Network: ASmallNetwork.

Mi chiedo: a che serve? Mi rispondono loro stessi:
"As an exclusive network of like-minded individuals with an appreciation for quality in life, ASMALLWORLD offers a rare opportunity to reach and interact with a discriminating global community of opinion makers. We have detailed aggregate metrics about our community, and offer a variety of advertising and marketing opportunities, from sponsored banners and pages to fully integrated strategic partnerships [mio corsivo]."
Ah, ecco: un altro che vuole farci interagire con la gazzosa.

Aggiornamento:
E dice il Wall Street Journal che Social Sites Don't Deliver Big Ad Gains.

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martedì 15 gennaio 2008
 
Le voci non autorizzate

Nella mia esperienza personale esiste un prima e un dopo l'undici settembre 2001, quando ho scoperto i blog. Nelle ore frenetiche di quella mattina, mentre le televisioni continuavano a trasmettere in loop sempre lo stesso agghiacciante spezzone, mentre tutti i giornali in edicola diventavano di colpo obsoleti, mentre i grandi siti web di informazione erano collassati a causa dell'eccessivo traffico, alcuni blog da New York rimanevano leggibili e postavano in diretta quello che stava loro capitando. Era informazione, certo, ma era prima di tutto la voce di persone come me e come te, che raccontavano della loro vita come ad un amico. E a confronto con queste voci, come sembravano di colpo false tutte le altre!

Prova a ricordarti cosa leggevi prima del blog. Erano tutte voci autorizzate, approvate dal sistema, dietro le quali una miriade di interessi che non erano i tuoi cercavano di influenzarti, condizionarti, farti spendere. E non c'era scampo: anche le voci critiche, per diventare pubbliche e arrivare fino a te, dovevano sottomettersi, mediare, ammorbidire; pena la scomparsa.

Ma i blog non avevano chiesto il permesso a nessuno, non erano autorizzati. E quindi erano totalmente liberi di parlare. Ripeto, rispetto a prima, era una novità fenomenale, sconvolgente! E per di più volevano che io commentassi! Richiedevano la mia partecipazione attiva, cercavano il dialogo! E questo dialogo, altra grande novità, era tra pari.

Da allora la blogosfera si è evoluta, è cresciuta, per molti versi è cambiata, ma ha mantenuto questa fondamentale caratteristica, di pubblica conversazione non gerarchica e gratuita, che la rende totalmente diversa da ciò che c'era prima.

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lunedì 14 gennaio 2008
 
Prima di tutto, la giusta prospettiva

Se ci pensi, il fatto che solo il 19,4% della popolazione mondiale sia online e, ancora di più, che solo l'1,2% della popolazione mondiale utilizzi siti di Social Networking, deve far riflettere.

E' facile farsi prendere dall'entusiasmo, è facile convincersi che "stiamo cambiando il mondo", ma la realtà è che il mondo gira in modo totalmente diverso, e che noi cittadini digitali abitiamo quello che, agli occhi della stragrande maggioranza dell'umanità, viene percepito come un remoto paradiso artificiale, caratterizzato principalmente dalla sua mancanza di massa critica e dalla sua incapacità di incidere concretamente sulla vita reale.

Eppure.

Ti avevo già raccontato che nel giugno del 1747 Johann Sebastian Bach divenne il quattordicesimo membro della Società della Scienza Musicale, una
"società di corrispondenza che mirava a promuovere i contatti tra i suoi membri spedendo a ognuno di essi due volte l'anno, a Pasqua e a San Michele, una circolare musicale contentente notizie, saggi e lavori pratici e teorici composti o scelti dai suoi iscritti" [Christoph Wolff, J.S.Bach].
La Società contava tra i suoi membri G.P. Telemann, F. Haendel e alla fine anche Leopold Mozart.

L'esigenza di allargare i propri orizzonti oltre al mondo fisico non deve essere così nuova, se anche Bach aveva la sua mailing list! Direi anzi che si tratta di un bisogno primario, che noi cittadini digitali possiamo soddisfare con una pienezza mai sperimentata prima. Perchè alla fine il web a me sembra proprio questo: un acceleratore della velocità di circolazione delle idee.

Ma nel godere dei suoi molteplici benefici, voglio ricordarmi sempre di essere uno dei pochi privilegiati.

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giovedì 3 gennaio 2008
 
"They don’t own the information which makes their service valuable"

Un commento molto sensato al blocco dell'account Facebook di Scoble (stava cercando di esportare automaticamente i suoi contatti) viene da Ian Betteridge, e lo sottoscrivo per intero:
"This is the classic Web 2.0 conundrum: users give their information for free to a service, which then monetizes that information, keeping all of the money for itself.

In its benign form, this works because the service that the users get has more value than the information they give. However, the malignant form of this - and Facebook is not the only culprit - then attempts to lock users in to the service by making it impossible to take the information elsewhere.

The point is that services such as Facebook have to recognise that they don’t own the information which makes their service valuable."
Sottolineo: Ricevono le informazioni gratis, le monetizzano, e si tengono tutti i soldi.

Per chiarire: nel preciso istante in cui Twitter dovesse introdurre la pubblicità, io lo mollo.

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mercoledì 2 gennaio 2008
 
Prossimi appuntamenti

L'anno nuovo è appena cominciato e già mi ritrovo in debito di punti:
26-27 gennaio, Gorizia
CommuniCamp

27 gennaio, Como
PolentaBlog

8-9 febbraio: Udine
State of the Net

22-23 febbraio: Torino
Torino Barcamp 2008
Dimentico qualcosa? Urge un salto all'Ikea!

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lunedì 24 dicembre 2007
 
L'effetto "because"

La maggior parte delle professioni e mestieri interessanti richiede, come requisito irrinunciabile, la conoscenza di almeno una lingua straniera.

Chi conosce le lingue può anche scegliere di fare il mestiere di interprete-traduttore. Verrà pagato ogni volta che apre bocca o scrive in una lingua straniera. Ma se la conoscenza delle lingue straniere si diffonde in una popolazione, diminuisce proporzionalmente il guadagno e la richiesta di traduttori, fino al punto in cui trovano lavoro solo quelli che conoscono lingue strane o argomenti esoterici.

Questo è l'esempio che mi è venuto in mente cercando di spiegare the because effect a chi mi chiedeva come guadagnare con il blog. Dimostrare padronanza con questo nuovo strumento di relazione può aprire porte interessanti. Guadagnare con il blog invece è un lavoro da super-specialisti, oppure da schiavi (ho sentito parlare di tre euro a post, per dire).

Se il 2007 è stato l'anno della monetizzazione, il mio augurio per il 2008 è che sia l'anno dell'effetto because.

Aggiornamento:
Markingegno prende spunto, approfondisce e dissente nel post Nanopubblishing e schiavitù.

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mercoledì 19 dicembre 2007
 
La notizia

A proposito dell'incontro di ieri sera in unAcademy, ringrazio pubblicamente cfdp che si è prestato, e i tantissimi che hanno partecipato. Mi sembra che l'esperimento sia complessivamente riuscito e spero che altri seguano questa strada. Se posso permettermi un suggerimento per la prossima volta, farei volentieri a meno del palco che è troppo frontale, e proverei un ambiente più circolare che favorisca meglio l'interazione tra tutti i partecipanti.

Per finire, ho ripescato un post di più di due anni fa dove sintetizzavo il mio pensiero sul mondo dell'informazione. Mi sembra ancora valido:
La Rivista

1)
Le notizie impeccabili in alta uniforme, perfettamente allineate nell'immenso cortile del Palazzo, aspettano di essere passate in rivista. Si sono tutte offerte volontarie, ma pochissime verranno scelte. Sui loro volti c'è tensione.

2)
Quella notizia che ieri per un attimo mi aveva guardato negli occhi, al ristorante, oggi l'ho rivista di nuovo. Stava parlando con uno, rideva ma sembrava triste. Quando si è alzata, mi è venuta voglia di seguirla.


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martedì 18 dicembre 2007
 
Stasera ore 21.00: Pupazzetti chiacchieroni

Questa sera ci si vede alla unAcademy con Carlo Felice, per dirimere le nostre differenze di opinione riguardo al futuro dei giornali, in particolare se continueranno ad avere il ruolo di filtro delle notizie che hanno oggi.

Invece di vedercela tra di noi nei post, nei commenti o via mail, proviamo a giocarcela in pubblico su Second Life, nella speranza di
  1. sperimentare nuove forme di interazione
  2. imparare qualcosa dagli altri
  3. divertirci come matti
In segno di rispetto nei confronti del mio avversario, indosserò giacca e cravatta.

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sabato 15 dicembre 2007
 
All your base are belong to Catepol

Invasione dei cloni questa mattina su Twitter



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martedì 11 dicembre 2007
 
Polentablog!!

Cosa:
Polentablog

Quando:
domenica 27 Gennaio 2008 - ore 13.00

Dove:
in baita da destinarsi, zona Lago di Como.

Iscrizioni:
sull'apposito wiki

Siete tutti invitati

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lunedì 10 dicembre 2007
 
Imparare dagli errori: Facebook Beacon

In Facebook sapevano esattamente cosa stavano facendo con Beacon, ma erano convinti di far bene e non si aspettavano la reazione che c'è stata.

Come mai si sono fatto sorprendere così clamorosamente? Ed Felten prova a capire ed elenca i cinque errori di Facebook da non ripetere. Riporto solo il primo:
(1) Overlawyerization
Organizations see privacy as a legal compliance problem. They’re happy as long as what they’re doing doesn’t break the law; so they do something that is lawful but foolish.


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venerdì 7 dicembre 2007
 
All'alba, dietro al Convento delle Carmelitane

Tutto è cominciato nei commenti di questo post dove dicevo, en passant:
"cfdp: pensavo ultimamente che quando diciamo "giornalismo" mettiamo sotto lo stesso tetto due cose molto diverse.

Da una parte il mestiere artigianale del cacciatore di notizie, mestiere prezioso, difficile e insostituibile.

Dall'altra parte un lavoro industriale di filtro delle notizie altrui, lavoro che per mille motivi (che se vuoi possiamo anche discutere, ma non in un commento) sta diventando obsoleto."
a cui cfdp rispondeva:
"Gaspar, siccome non sono d'accordo (non sono d'accordo sulla questione del filtro) credo che l'argomento meriti una discussione. Non in un commento, su questo concordo."
Ne è nata l'idea di una discussione faccia a faccia, anzi, pupazzo a pupazzo. L'appuntamento è su Second Life, presso la unAcademy che gentilemte ci ospita, alle ore 21:00 di martedì 18 dicembre 2007. A causa delle limitazioni del mezzo, i posti disponibili sono quindici, per cui occorre iscriversi qui.

Se vuoi sapere meglio cosa ti aspetta o cosa felicemente ti perdi, le due posizioni sono riassunte qui e qui. Come dice giustamente cfdp, nessuno ha la verità in tasca. Il tuo contributo sarà quindi molto importante.

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giovedì 6 dicembre 2007
 
Facebook's business model

Facebook's business model is the opposite. It pits Facebook against its customers. The amount of money that Facebook can make is defined (and constrained) by the degree to which its users will allow themselves to be exploited.

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mercoledì 28 novembre 2007
 
Il contest è un criterio di scelta come un altro

Il tempo è sempre poco e i blog in aggregatore sono sempre troppi. Non solo, ma non passa settimana senza che ne aggiunga tre o quattro nuovi, e quindi la situazione sfugge di mano molto in fretta.

Allora un mio nuovo (1) personalissimo criterio per cercare di sfoltire è diventato questo: cancello chiunque partecipi a un contest. E' una mia fissa, lo so, ma d'altra parte è il mio aggregatore e ci faccio quel che mi pare.

Ho poi notato che se qualcuno dei cancellati scrive qualcosa di veramente interessante, viene immancabilmente ripreso e tumblerato da altri e quindi riesco ad arrivarci lo stesso.

Ci sono anche effetti molto positivi: ad esempio, mi sono accorto dell'ultimo prestigioso concorso "Vendi il Tuo Didietro per un Gadget" solo da blogbabel, dato che non leggo neanche uno dei prestigiosi concorrenti.

(1)
gli altri criteri sono a) solo feed completi e b) niente pubblicità

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sabato 24 novembre 2007
 
La differenza tra una pubblicità e una rete sociale

Com'è noto, Facebook Beacon avverte i tuo amici dei tuoi acquisti online. La procedura è opt-out, non opt-it: è attiva come impostazione predefinita e occorre spegnerla ad ogni nuovo acquisto. Motivo sufficiente, io credo, per abbandonare Facebook al suo destino tristemente markettaro.

Ma Dave Winer blogga una osservazione che potrebbe rimescolare le carte e portarmi ad adottare Beacon con entusiasmo. Dice Dave:
"Il link non dovrebbe essere senza rischi per il venditore, dovrebbe contenere informazioni utili ad altri potenziali acquirenti.

Far sapere che ho comprato un volo American Airlines da New York a San Francisco via Dallas dovrebbe permettrmi di aggiungere che ho perso la connessione a causa di un ritardo del volo, e che AA si è rifiutata di rifondere le spese di albergo. Altrimenti, qual'è il valore per gli utenti?"
Già, qual'è il valore per gli utenti di Beacon, così come è strutturato adesso?

Bonus link: controlla quali cookies pubblicitari hai installato sul tuo computer, con possibilità di fare opt-out.

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lunedì 19 novembre 2007
 
We are human beings

Nei commenti dei Maestrini si è sviluppata una bella discussione sui "mercati come conversazioni".

Interviene parallelamente Doc Searls, sullo spunto di un articolo dell'Economist su come Facebook e Myspace stanno cambiando la pubblicità.

Dice Doc che "mercati come conversazioni" non vuol dire "più trasparenza nelle comunicazioni pubblicitarie". Quote of note:
"To me the most powerful line in Cluetrain came from Chris Locke who wrote,
We are not seats or eyeballs or end users or consumers. We are human beings and our reach exceeds your grasp. Deal with it.
"Deal with it" doesn't mean "Make better advertising" or "Target your advertising more effectively" or "Turn your users into marketers" (which is Facebook's latest idea). All that is just just more grasp.

What we need is better reach by customers. Better advertising doesn't do that. We need something else entirely. Something that lives on the customer side. Something that makes customers and users more powerful, more independent, more valuable than just "consumers" (which Jerry Michalski calls "gullets with wallets and eyeballs").
Il sottinteso è che grazie a internet il cliente ha più potere, più indipendenza e più valore che non il "consumatore" dell'era industriale.

La tesi difensiva dei markettari è che la massa non è ancora su internet. La mia impressione è che almeno la "parte pregiata" della massa è su internet da anni, cresce continuamente, e prende sempre più coscienza del nuovo potere. Ho il forte sospetto che la massa critica non sia lontana.

D'altra parte, e il Maestrino si dispera, anche quando il markettaro capisce approva e sostiene il nuovo corso, la struttura organizzativa della sua azienda gli blocca qualsiasi iniziativa.

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