Gidon Kremer a Milano

Lunedì sera al Conservatorio di Milano concerto della Kremerata Baltica con Gidon Kremer direttore e violino solista. Kremer suona il Guarneri del Gesù “ex David” del 1730.

Gidon Kremer

Programma:

Alexander Raskatov: The Season’s Digest (2001), da Le Stagioni op. 37b di Piotr Ilic Ciaikovskij

Piazzolla-Desyatnikov: “Verano Porteño”

Antonio Vivaldi: Concerto in mi maggiore op. 8 n. 1 RV 269 “La Primavera”

Piazzolla-Desyatnikov: “Otoño Porteño”

Antonio Vivaldi: Concerto in sol minore op. 8 n. 2 RV 315 “L’Estate”

Piazzolla-Desyatnikov: “Invierno Porteño”

Antonio Vivaldi: Concerto in fa maggiore op. 8 n. 3 RV 295 “L’Autunno”

Piazzolla-Desyatnikov: “Primavera Porteña”

Antonio Vivaldi: Concerto in mi maggiore op. 8 n. 4 RV 297 “L’Inverno”

Già l’ingresso dell’orchestra è uno spettacolo per gli occhi. Giovani donne altissime e sottili, dai capelli biondi o rossi, età media 26 anni, di una bellezza quasi elfica (ho appena finito di rileggere Tolkien). Il primo violoncello credo sia alta due metri, e certamente il suo puntale è il più lungo che io abbia mai visto.

Kremerata Baltica

The Season’s Digest di Raskatov è l’adattamento per orchestra di dodici pezzi di Ciaikovskij per pianoforte, uno per ogni mese. Kremer entra in scena tenendo una lunga nota (applausi immediatamente zittiti) a cui l’orchestra risponde. Durante tutto il brano passeggia di qua e di la, a un certo punto suona i campanelli, poi finisce con la stessa lunga nota tenuta fino all’uscita. Sul palco campane tubolari, pianoforte modificato, maracas, trombetta da caccia suonata dal secondo violino. Sul pezzo “Mars – Chant de l’alouette” l’orchestra canta a squarciagola.

Molto belle le Quattro Stagioni; intermezzate dal corrispondente brano/citazione composto da Piazzolla attorno alla fine degli anni sessanta, nella versione per archi di Leonid Desyatnikov.

Ogni singola nota suonata durante questo concerto parlava di:

Affiatamento

Entusiasmo

Precisione

Passione

Divertimento

Concerto quindi non “convenzionale”. Una certa dose di teatro che non mi è dispiaciuta. Bella la scelta e l’accostamento dei brani in programma: dimostra quanto sia moderna la musica antica, e quanto possa essere classica la musica moderna.

Insomma, mi sono divertito come un bambino.