Communities vs. Audiences

Ti avevo già raccontato subito dopo Pasqua di quell’articolo di Clay Shirky, che sosteneva che quando una comunità diventa troppo grande si trasforma in una platea. Chiudevo dicendo che occorreva pensarci ancora.

E ci pensa oggi Tom, approfondendo l’argomento e chiarendo i termini del problema. Mentre lo leggevo, ho pensato alla cosa in termini grafici e di colpo ho visto la luce.

Allora, quando Clay dice che in un gruppo sufficientemente ampio, aggiungere un nuovo mebro è una impresa titanica, forse pensa a uno schema di questo tipo:



E come dargli torto? Si vede a occhio nudo che ha ragione. Ma credo che Clay si confonde quando sostiene che questo problema non è risolvibile dalla tecnologia. La tecnologia ha inventato l’hub, come nelle mailing lists:



In questo secondo caso direi che il costo di un nuovo membro è marginale, anzi forse paradossalmente i costi diminuiscono al crescere dei membri (vedi anche il capitolo “Togetherness” dal libro Big Joints Densely Pieced).

Diverso è il discorso che alcuni membri possano decidere di partecipare di più o di meno: questo è comune a tutte le comunità.