Gidon Kremer

Interessante concerto ieri al Conservatorio. Alla fine il Postludio di Silvestrov è stato una delle cose più belle ed è stato ripetuto come bis. Il Trio del giovane Shostakovich invece è stato la cosa più bella ed emozionante della serata.

La Sonata di Schnittke è servita invece ad apprezzare il resto del concerto. Anche il girapagine a un certo punto ha smesso di girare, e guardava lo spartito con aria perplessa e sconsolata, mentre il pianista tirava violente manate (a caso?) sui tasti, seguite da silenzi angosciati. Mi immaginavo l’accordatore dello Steinway balzare sul palco e sdraiarsi sulla tastiera gridando “Picchia me, picchia me! Lui è innocente!”. Nel frattempo Kremer cavava dal suo Guarneri del Gesù “ex David” del 1730 degli stridii indistinti e Amedeo mi lanciava occhiate pesanti come a dire “Te l’avevo detto…”.

Secondo tempo con Shostakovic: bruttina la Sonata per pianoforte, eseguita molto atleticamente ma senza un briciolo di sensibilità; disperanti invece le Romanze su poesie di Blok.

In altri tempi, quando gli sponsors non lesinavano e il programma di sala era a colori, avremmo potuto seguire le sette poesie di Blok e la loro traduzione; ma non ieri sera. Non riuscendo quindi a connettere parole e musica, mi sono trovato totalmente spiazzato e perso, e non mi sono divertito.