48: Il Marchio che Parla

Prendo spunto da questo post di Marlenek per chiarire che non ho nulla contro le aziende che tentano di aprire dialoghi nuovi con i loro clienti, anzi.

Il mio punto è che lo strumento-blog richiede il coinvolgimento personale di una persona che blogghi, appunto, in prima persona (bella questa, eh?); e che questa persona non è e non può essere “il marchio”.

Esempi: Desmoblog senza la faccia (credibilità, passione, impegno) di Federico Minoli non vale i bit su cui è scritto; Robert Scoble è stato la faccia di Microsoft in internet finché ha lavorato per loro, ma continuo a seguirlo anche dopo che li ha mollati perché a me interessa la vita di Robert, non il marchio che gli pagava lo stipendio.

Dire che tramite il blog un marchio può avere una conversazione con me è, a mio modesto parere, una str…anezza colossale; oppure, nella migliore delle ipotesi, un modo assai distorto di vedere la realtà dei rapporti umani.