I misteri di internet: la posta elettronica

Continuo a stupirmi ogni giorno di quanto poco la posta elettronica sia compresa e usata correttamente, specie da chi ne fa una professione. Ho toccato una nuova vetta abissale ieri, quando ho ricevuto un invito a una conferenza indirizzato a “Caro NOME E COGNOME”, ma l’elenco potrebbe essere lunghissimo.

Per combattere l’ignoranza c’è un solo metodo: diffondere cultura. Per cominciare, mi appunto qui queste pagine:

Se ne conosci o ne hai scritto altre, per favore segnala che le aggiungo alla lista, grazie.

15 risposte a “I misteri di internet: la posta elettronica”

  1. Una volta mi hai cazziato per il disclaimer lunghissimo in calce, dopo la firma della mail aziendale… 😛

    Eliminiamoli tutti, qui e ora. Abbiamo capito che il contenuto della posta elettronica non è al di fuori della legge. Non c’è bisogno di ripeterlo ancora.

  2. Ale, le basi, le basi! Ma ci saranno paesi illuminati dove queste cose si insegnano alle elementari? Io lo spero tanto.

  3. Mauro fammi capire bene, mi stai dicendo che NON hai ancora eliminato il disclaimer??

  4. Le regole di Internazionale (pubblicate sul numero 772):

    1. Un’email più lunga di dieci righe è una telefonata mancata.
    2. Se hai più di vent’anni, le faccine non fanno bene alla tua credibilità.
    3. I puntini di sospensione sono tre, il punto interrogativo è uno e quello esclamativo pure. Tutto il resto è superfluo.
    4. I comunicati stampa sono tra le forme più odiate di spam.
    5. Gli allegati non necessari sono un gesto di maleducazione digitale.

  5. Angelo, discrepo sul 2 e concordo sugli altri. Le faccine sono un male minore, e usate con sobrietà hanno una loro ragione d’essere, secondo me.

  6. Discrepanza accolta, purché la sobrietà non vada oltre queste qui:
    🙂 🙁 😉 :S 😛 :O :D. Secondo me 😀

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