Facebook e il gap generazionale

Mi diceva un amico ridendo che suo nipote gli ha chiesto l’amicizia su Facebook e che lui, che non è iscritto, gli ha risposto “Ma che, sei scemo?” Senza capirlo, il mio amico ha rifiutato un grande onore, che sicuramente il bambino non ha concesso nemmeno ai suoi genitori.

Negli ultimi tempi non c’è chiacchierata con gli amici (non tecnologici) dove non mi parlino male di Facebook. Le obiezioni sono le solite: troppa gente, troppa confusione, troppe stupidaggini, e si possono riassumere in una frase: “non capisco”.

A me tocca il ruolo di difensore d’ufficio, e la mia linea difensiva, in sintesi, è questa: “Pensa a Facebook come a uno strumento di comunicazione tra persone. Tutto il male che pensi di Facebook, lo puoi applicare pari pari anche al telefono che usi tutti i giorni. La differenza è che tu il telefono lo sai usare.” Di solito funziona, anche se non è sempre verissimo che il mio interlocutore sappia usare il telefono.

19 risposte a “Facebook e il gap generazionale”

  1. il gap è insuperabile, chi pensa in modalità broadcast – attiva e passiva — non riesce a pensare come essere parte di una rete alla pari. l’ho pensato pure io con i miei coetanei.

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  2. da ciò ne concludo che coloro che dicono del male di facebook siano in fondo dei reazionari? Mio dio, mi sono sempre ripromessa di non essere mai una reazionaria! W facebook e le sue dinamiche! (che poi senza facebook io dei miei cugini e procugini sparsi per il mondo non saprei nulla, perciò, sì, W facebook!)

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  3. Ecco, a me questa frase: "Le obiezioni sono le solite: troppa gente, troppa confusione, troppe stupidaggini, e si possono riassumere in una frase: “non capisco” suona proprio male, perché non c’è legame tra premesse e conclusione. Voglio dire, posso pensare che ci sia troppa gente, che ci siano troppe cazzate (e che queste vengano diffue troppo) e al tempo stesso capire bene come funziona tutta la baracca? Non credo di essere il solo, e far derivare il fastidio dalla presunta incomprensione mi pare un po’, come dire, semplicistico.

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  4. Uno lo può pensare, Sir, *dopo* aver capito ed essersi (per esempio) rifugiato negli account lucchettati di FF, non *prima* 😉

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  5. Sergio, sai che io amo semplificare ma che non penso le cose siano semplici. Però mi chiedo: dov’è il fastidio della troppa gente se tu segui solo chi ti interessa davvero?

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  6. Sara, dinne pure tutto il male che vuoi, ti vogliamo bene lo stesso. Ma un fenomeno che interessa 500 milioni di persone merita rhischpetto.

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  7. non è che non rispetto facebook: io lo vivo principalmente da un punto di vista lavorativo ed è difficile avere a che fare con un servizio che ogni due mesi cambia TOS. Ma da un punto di vista personale è alle volte imbattibile

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  8. Gaspar, quello della troppa gente è un esempio tuo, e io lo citavo. Rimane l’obiezione, che appunto riguarda la tua semplificazione. Io e altri ti conosciamo, ma questo non vale per tutti: e messo così il ragionamento perde parecchio del suo eventuale valore. Secondo me, eh.

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  9. Mah — io devo dire che FB non lo reggo proprio — ma per ragioni tutte diverse. Perche’ mi da’ fastidio la sensazione di acquario — sara’ pur grande ma e’ un acquario in cui sei chiuso dentro — e parli solo con i pesci dell’acquario e fai solo le cose che stanno al di qua delle pareti — e per di piu’ stando a regole che sono assolutamente eterodirette e che richiedono o un’accettazione alla cieca o uno studio bestiale per essere capite e adattate a quel che veramente vuoi. Non so se Diaspora funzionera’ mai — ma la logica su cui nasce mi convince pienamente, ed e’ il motivo per cui sono allergico a FB.

  10. Hola Gaspar:
    De lo poco que entendi en tu articulo, mi respuesta: En mi modo de ver las cosas: todas las tecnologias no tienen valor moral en si. Es como se usan que les da valor. Todos los medios de comunicacion son utiles; si son beneficiales o mal dependen como se usan, para que motivo. Mis hijan usan Facebook; mi esposa y yo no los usamos, basicamente question de tiempo. Tenemos mucho que conversar en persona entre miembros de nuestra familia. Paso los dias dialogando con los estudiantes en mi clase; y con los otros maestros en la escuela. Tambien es estilo de comunicar: prefiero escribir despues de haber pensado sobre el asunto. Cada personalidad es diferente; y por consiguiente comunica en forma diferente. Te deseo lo mejor sea lo que hagas. Saludos a tu mama.
    Miguel

  11. Dice il mio amico Miguel dal Canada:

    Ciao Gaspar:
    Da quel poco che ho capito il tuo articolo, la mia risposta: Nel mio modo di vedere le cose: nessuna tecnologia ha valore morale in sé. È come sono usate che dà loro valore. Tutti gli strumenti sono utili, se sono positivi o negativi dipende da come vengono utilizzati e per quale scopo. Le mie figlie usano Facebook, mia moglie ed io non lo usiamo, fondamentalmente per questione di tempo. Abbiamo molto da discutere di persona tra i membri della nostra famiglia. Passo la giornata a parlare con gli studenti nella mia classe, e con gli altri insegnanti a scuola. E ‘anche uno stile di comunicare: io preferisco scrivere dopo aver pensato. Ogni personalità è diversa, e quindi comunica in modo diverso. Ti auguro il meglio di ogni cosa. Un saluto a tua mamma.
    Miguel

    (grazie a http://translate.google.it)

    Miguel, estoy muy de acuerdo con lo que dices. Yo tampoco utilizo FB, pero mi hijo se sirve de FB para mantenerse en contacto con sus colegas y profesores (algunos pocos) de facultad.

    Una persona inteligente usarà el medio en forma inteligente, y viceversa. Pero me parece también que el medio “en si” estimula la inteligencia, seguramente màs que abobarse en frente al TV.

    Por eso digo “a mi no me sirve, pero sirve”.

  12. Gracias por tu respuesta. Es verdad que lamentablemente la TV aboba a muchos; sin embargo la TV tambien puede servir para estimular, educar. Devuelta: es como se usa el medio de comunicacion. Personalmente yo casi nunca miro television,. preferencia personal; mi esposa mira mucho. Lo que ella mira es muy interesante, pero yo no tengo la paciencia. Diferente que el Internet, la seleccion de televion es limitada por lo que se ofrece en la region donde uno vive.

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