#ijf11: le notizie meno lette

Il festival del giornalismo di Perugia continua a farmi pensare. In particolare a) una chiacchierata a colazione con Fabio Cavallotti di Matrix, b) il panel Chi vende le notizie, ottimamente moderato da Pier Luca Santoro e c) un commento dopo il panel a pranzo con Gianluca Diegoli.

Fabio si occupa di un grosso portale italiano (l’ultimo?) che fa numeri assai grossi, e la sua visione dell’utente medio italiano ne è pesantemente condizionata. Gianluca ricordava la famosa battuta di D.F.Wallace a proposito della televisione, che però vale anche per chiunque abbia bisogno di attirare le folle:

And I’m not saying that television is vulgar and dumb because the people who compose the Audience are vulgar and dumb. Television is the way it is simply because people tend to be extremely similar in their vulgar and prurient and dumb interests and wildly different in their refined and aesthetic and noble interests.

Non è un caso se i video più visti di Youtube sono quelli più stupidi, e le foto più viste di Flickr quelle più pruriginose, e gli articoli più letti dei quotidiani sono quelli più morbosi. E se davvero sono quelli più visti, che senso ha metterli in evidenza? Vestigia di celolunghismo televisivo, forse.

Ecco: un quotidiano che voglia distinguersi dagli altri, specie online, che decida di non rincorrere ma di guidare il lettore, che voglia offrire un vero servizio, al posto dell’inutile boxino “le notizie più lette” dovrebbe mettere quello “le notizie che la gente non legge ma dovrebbe“. A un giornale così, io mi ci abbonerei.

Una risposta a “#ijf11: le notizie meno lette”

I commenti sono chiusi.