di mestiere faccio il target – diapositive 21-22

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Ovvero: il tracker nelle mutande

Capito molto raramente sul sito del Corriere della Sera, per cui sono rimasto abbastanza stupito di come la homepage sia talmente inondata di pubblicità da contenere solo un titolo e pochissimo altro. Trovo anche fantastico che nello spazio tra il menu e il primo titolo compaia non la pubblicità di un prodotto finanziario, ma le diciture di legge riferite al prodotto finanziario che non appare. La stessa pagina vista con AdBlock risulta molto più pulita, leggibile e informativa.

Added bonus: il plugin DoNotTrackMe mi ha bloccato i siti di tracking a cui il Corriere fornisce i dettagli del mio comportamento sul loro sito:

Accetteresti che entrando in un negozio ti venisse infilato un trasmettitore nelle mutande per monitorare il tuo percorso, cosa hai visto, cosa hai toccato, eccetera? Sarebbe sufficiente la promessa di una migliore esperienza di acquisto la prossima volta?

L’unico scenario in cui io potrei cominciare a discuterne è se questi dati venissero forniti prima di tutto a me, e permettessero a me di migliorare la mia esperienza secondo i miei criteri. Altrimenti, la più ciccia delle rosine.

di mestiere faccio il target – diapositive 19-20

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Ovvero: quelli che pagano per stare nelle ricerche dove non c’entrano

Chissà cosa spinge il Camping Pineta sul Mare di Cesenatico a comprarsi la parola “camp” e a voler per forza comparire in una ricerca in cui non c’entrano. Forse non si fidano della mia capacità di cercare un camping in pineta sul mare a Cesenatico? Forse non si fidano della visibilità del loro sito? (Aiutino: guardando GMaps, non sembrano proprio sul mare e neanche completamente dentro una pineta).

L’altra cosa paradossale è che la Hyundai (per dirne una) abbia comprato la parola chiave “Hyundai” in modo che quando cerco Hyundai mi compare la pubblicità del sito Hyundai appena sopra al primo risultato, che è appunto il sito Hyundai.

Morale: la pubblicità testuale di Google è inutile per definizione, meglio evitarla.

Added bonus: il plugin HTTPS Everywhere mi reindirizza automaticamente a una pagina criptata.

di mestiere faccio il target – diapositive da 12 a 18

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Ovvero: strumenti di difesa, e la questione morale

Ce ne sono molti, ma quelli che linko qui sopra sono gli strumenti di difesa che uso io per:

  • bloccare la pubblicità non richiesta (occhio che AdBlock è diverso da AdBlock Plus)
  • bloccare il tracking della mia attività sul web
  • utilizzare di default la connessione criptata quando disponibile

Sono strumenti che trovo particolarmente utili sui computer dei bambini e degli adulti alle prime armi, quelli che faticano a distinguere un banner a forma di avviso di Windows da un avviso di Windows legittimo o un finto antivirus da uno vero.

Ma prima di installare questi strumenti, è bene che tu ti ponga la grande questione morale:

  • con AdBlock tu non vedi la pubblicità che non ti interessa: l’inserzionista risparmia di pagare una impression inutile o controproducente, ma il sito web non guadagna
  • senza AdBlock tu vedi una pubblicità che non ti interessa e ti infastidisce: il sito web guadagna ma l’inserzionista ha buttato i suoi soldi

Che fare? Il mio suggerimento è quello di usare AdBlock sempre e comunque, ed eventualmente mettere in whitelist i siti che ritieni meritevoli di infastidirti con la pubblicità.

di mestiere faccio il target – diapositive da 9 a 11

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Ovvero: la grande delusione

Come era inevitabile, e passato l’entusiasmo libertario degli inizi, il commercio e la pubblicità hanno massicciamente invaso il web. E la pubblicità non solo è diventata invasiva, ma in molti casi è anche pericolosa e induce i navigatori meno smaliziati, specie ragazzini e anziani, a installarsi le peggio porcherie.

Per non parlare della commercializzazione dei rapporti sociali implementata da Facebook: i tuoi amici che sponsorizzano la pubblicità di un marchio rappresentano una delle grandi cime abissali della volgarità internettiana; ma in generale tutti i patetici sforzi di social media marketing sono a un livello appena sotto alla gita in pullman a Sirmione con dimostrazione di pentole.

Il fatto è che quando sono davvero interessato a un prodotto; la pubblicità è troppo poco; e quando non sono interessato, ovvero la maggior parte del tempo, la pubblicità è un disturbo di cui faccio volentieri a meno.

Il fatto è che io non ho nessuna voglia o tempo di avere una conversazione con il prodotto: specie se la conversazione serve solo a “colpire il target con il messaggio”, specie se in caso di problemi dopo che ho comprato la conversazione si interrompe.

di mestiere faccio il target – diapositive da 4 a 8

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Ovvero: le mie ossessioni

Sarebbe mostruoso se io chiedessi indietro a mio figlio i soldi spesi per lui, e sarebbe ancora più mostruoso se lui me li volesse ridare. Per me il confine tra gli affetti e gli amici da una parte, e il resto del mondo dall’altra, è dato dal denaro.

La nascita dei blog alla fine dello scorso secolo è stata da me vissuta come una liberazione dalla pressione della società dei consumi, mi permetteva di concentrarmi sui rapporti interpersonali non commercializzati. Da subito ho avuto la fissa di inserire nel mio blogroll solo esseri umani con nome e cognome; più tardi con Twitter non solo ho deciso di seguire solo persone identificabili come tali, ma ho anche bloccato sistematicamente tutte le sottoscrizioni di bot, fake, anonimi, aziende. Su Twitter, FriendFeed e Facebook ho creato liste e seguo attivamente solo gli “amici personali”, ovvero le persone che riconoscerei per strada e con cui mi fermerei a fare due chiacchiere.

Insomma il web è per me il soprattutto il luogo delle relazioni. Il web è anche il luogo del commercio, ovviamente, ma in rari momenti da me accuratamente scelti.